“Riteniamo inaccettabile che si usi il servizio pubblico per alimentare islamofobia“. Le associazioni musulmane italiane hanno scritto una lettera aperta al presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico per denunciare il modo in cui alcune trasmissioni hanno affrontato la crisi in Iraq e le azioni terroristiche dell’Isis, mettendole – secondo le associazioni – “forzatamente in relazione con la comunità islamica in Italia”.

Tre i programmi che per Davide Piccardo (Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano, Monza e Brianza), Hareth Amar (Presidente Giovani Musulmani d’Italia) e Souheir Katkhouda (Presidente Associazione Donne Musulmane d’Italia) non hanno affrontato in maniera obiettiva le tematiche. “La Vita in Diretta, Porta a Porta e Virus – si legge nella missiva – hanno parlato dei musulmani ma non con i musulmani, non garantendo la presenza di rappresentanti della comunità in studio, e lo hanno fatto in maniera faziosa, pregiudiziale e scorretta, in tutti i casi facendo emergere un quadro in cui i cittadini musulmani di questo paese sarebbero dei potenziali portatori di violenza, in cui la presenza di musulmani sarebbe da ritenersi fonte di pericolo per la sicurezza degli italiani”.

I rappresentanti della comunità ritengono che “le trasmissioni in questione appaiono come costruite ad arte, gli ospiti in studio, a parte rare eccezioni, sono accuratamente selezionati tra i sostenitori dello ‘scontro di civiltà’ e del ‘pericolo islamico’, come nel caso del pluricondannato per diffamazione ai danni dei musulmani Magdi Cristiano Allam, i servizi non fanno altro che rafforzare nello spettatore l’idea di una potenziale minaccia insita nella presenza dei musulmani”.

Per questo Piccardo, Amar e Katkhouda lanciano un appello al presidente Fico: “Ci rivolgiamo a Lei, chiedendole di agire con tutti i mezzi in suo potere per ristabilire quelle condizioni di equilibrio e rispetto che dovrebbero contraddistinguere l’operato del servizio pubblico, chiedendole di adoperarsi per far sì che il buon nome dei cittadini musulmani sia finalmente tutelato“.