I civatiani escono dalla segreteria del Pd a Bologna. Lo strappo a sinistra è di Giorgia Villa e Alessandro Galatioto, lui responsabile Economia del Pd di Bologna nella segreteria unitaria di Raffaele Donini. Una decisione che arriva dopo giorni tormentati in casa democratica in Emilia Romagna, dove il partito è alle prese con le primarie per le elezioni Regionali tra ritiri dell’ultimo momento e l’inchiesta spese pazze.

I due civatiani abbandonano così anche il partito in una lettera pubblica a Pippo Civati sul profilo facebook di Galatioto e in una mail interna alla componente civatiana: “Siamo di quelli che hanno creduto di poter cambiare le cose occupando il Pd dall’interno”, al “congresso abbiamo perso la nostra battaglia e l’abbiamo persa male”, condannati ” all’irrilevanza” e relegati nel ruolo di “nemici del cambiamento”, “gufi”. Poi “a luglio ci siamo ritrovati a Livorno dove abbiamo ascoltato delle belle, bellissime relazioni ed abbiamo appreso di esser divenuti una associazione. Però, francamente, ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso, per esempio una discussione su cosa ci stiamo a fare in un partito che ha scelto di governare con l’Ncd e far patti con il redivivo Berlusconi. Se, come sembra, in autunno avremo una manovra economica lacrime e sangue, chi ce lo fa fare di esserne complici?”.

Politicamente, “perché sopravviva almeno una rappresentanza politica della sinistra, sarebbe molto più saggio essere distanti anni luce dal Pd quando verrà punito dagli elettori”. A Pippo Civati chiedono “quale direzione” intende prendere: “non possiamo più rispondere ai problemi sempre più gravi del nostro Paese consultando i nostri bloggers preferiti oppure citando libri vecchi e nuovi, spendendo la faccia per un obiettivo vago e indistinto ma dobbiamo invece essere capaci di fare delle proposte concrete e avere o guadagnarci la forza di imporle alla pubblica discussione”. Temi? “Lavoro, concorrenza, conflitto di interessi, legalità, stimolo alla imprenditorialità e all’innovazione, redistribuzione del reddito e del carico fiscale, diritti della persona, ponendoci seriamente come alternativa di sinistra al Pd e accettando che chi ci sta è nostro fratello”.