C’è chi chiede l’autopsia, chi ha già pronto un esposto in Procura, chi pretende chiarezza al più presto possibile, c’è chi ha lanciato un hashtag. La morte dell’orsa Daniza ha scosso molti e nessuno si è astenuto dal fare commenti. Anche perché ora ci sono in ballo altre vite, quella dei cuccioli del plantigrado. “In questo momento la priorità assoluta deve essere quella di provvedere adeguatamente alla tutela dei cuccioli di Daniza, i quali, senza le cure di mamma-orsa, sono in grave pericolo di vita – fa sapere l’Ente nazionale protezione animali che chiede che sia eseguita un’autopsia -. Abbiamo appreso da un comunicato della Provincia di Trento  che uno dei piccoli di Daniza è stato catturato e poi rilasciato dopo l’applicazione del marchio auricolare. Duole constatare come al peggio non vi sia mai fine: la Provincia di Trento, corresponsabile per la morte di Daniza, ha messo evidentemente in pericolo anche la sopravvivenza dei suoi cuccioli, abbandonandoli al loro destino e violando in tal modo i più basilari principi etici ed etologici”. 

In Rete spopola l’hashtag #giustiziaperdaniza. La commozione e la rabbia si diffondono sulla Rete. Come era accaduto quando era scoppiato il caso a metà agosto, di nuovo la Rete si mobilita. Dopo l’hashtag #iostocondaniza adesso tocca a #giustiziaoperdaniza. Sono tanti, tantissimi i tweet che chiedono chiarimenti sull’accaduto ma anche molti “cinguettii” di indignazione, commozione e rabbia. Sulla stessa linea anche Facebook, i commenti alle notizie postate dagli utenti sono tutti sulla stessa linea, se la prendono con il cercatore di funghi aggredito dall’orsa in quanto colpevole di essersi troppo avvicinato ai suoi due cuccioli, con il presidente della provincia di Trento Ugo Rossi e con coloro che non hanno tutelato a dovere la salute del plantigrado. In rete sono fioccati decine di commenti anche dal mondo politico. È stato lo stesso Beppe Grillo a lanciare l’hashtag #GiustiziaPerDaniza sul suo profilo Twitter e sul suo blog. 



Legambiente: “Epilogo da dilettanti” “Tutta la vicenda dell’orsa Daniza si conclude peggio di come è iniziata, con un finale da dilettanti che dimostra l’incapacità della provincia di Trento di gestire una specie importante per la biodiversità presente sull’arco alpino – dice il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. Fin dall’inizio la provincia ha agito in maniera autonoma senza coinvolgere le altre istituzioni e soprattutto in maniera non conforme. La morte di questo esemplare – continua – si aggiunge ad una lunga serie di fallimenti e di eventi negativi che hanno riguardato la gestione di questa specie da parte della provincia di Trento”. Per il presidente dell’associazione ambientalista “c’è anche la responsabilità del ministro dell’Ambiente che non è intervenuto in maniera efficace per impedire questo epilogo. Ci aspettiamo perciò che si faccia piena luce sulla vicenda e che questa serva per un serio cambio di rotta da parte della provincia”. La convivenza tra grandi predatori e attività antropiche “non è qualcosa di impossibile, quello che serve è implementare al più presto azioni di salvaguardia dell’orso bruno alpino, una specie preziosa e simbolica per l’arco alpino, per il Trentino e per il Paese. 

Wwf: “Cattura inopportuna”,  Lipu: “Morte assurda ma annunciata”. “Le istituzioni nazionali, che hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa situazione, forniscano celermente i risultati dell’autopsia e facciano emergere la verità su quanto accaduto” chiede il Wwf Italia. Una cattura che, secondo l’associazione ambientalista, “lascia sconcertati e giunge come una tristissima conferma della inopportunità della sua cattura più volte richiesta dal Wwf Italia”. Il Wwf ribadisce così il proprio dissenso per la decisione di catturare un esemplare per il quale “non sussistevano le condizioni di pericolosità a cui si era appellata la Ordinanza della Provincia”. Per questa ragione l’organizzazione chiede la revisione del Piano d’Azione Interregionale per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi Centro Orientali (Pacobace) al fine di renderlo uno strumento “che sappia considerare le diversità degli eventi”. E purtroppo, lamenta, “è già il secondo esemplare di orso bruno che muore durante le fasi di cattura e narcosi operate dai tecnici della provincia di Trento”. Il presidente Wwf Italia Donatella Bianchi chiede, infine, rassicurazioni “sul monitoraggio e l’impegno per la sorte dei due cuccioli ora rimasti senza le cure materne, alle porte dell’inverno”. Stesso tenore il commento che viene dalla Lipu. “È una morte assurda ma annunciata, quella dell’orsa Daniza. Molti in fondo la volevano, altri hanno fatto poco per evitarla. Ma quello che più preoccupa è una certa cultura sommaria, se non violenta, che si sta diffondendo a livello istituzionale nei confronti degli animali – afferma in una nota il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria a proposito della morte dell’orsa Daniza. “Le istituzioni nazionali, che hanno dimostrato di non saper gestire con la dovuta competenza questa situazione, forniscano celermente i risultati dell’autopsia e facciano emergere la verità su quanto accaduto”. 

Il Codacons annuncia un esposto alla Procura. Il Codacons annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Trento e al Corpo forestale dello Stato in merito alla morte dell’orsa Daniza, avvenuta durante la cattura dell’animale. “È un episodio molto grave – sostiene l’associazione in una nota – sul quale le autorità competenti devono fare massima chiarezza. Per tale motivo presentiamo oggi un esposto alla Procura di Trento e al Corpo forestale, affinché sia aperta un’apposita indagine volta a verificare i fatti e le responsabilità dell’accaduto, alla luce delle fattispecie di maltrattamento di animali e uccisione senza motivo reale, e per la violazione della normativa nazionale e internazionale a tutela dell’Orso Bruno”.

Il cercatore di funghi: “Ricevo continue minacce di morte”. “Sulla morte dell’orsa Daniza non voglio dire niente, dovete capire il mio stato d’animo, ormai da tempo ricevo continue minacce su internet” dice Daniele Maturi, il raccoglitore di funghi di Pinzolo che il giorno di ferragosto fu aggredito e ferito dal plantigrado nei boschi sopra il paese. In seguito a questo episodio la Provincia autonoma di Trento emanò un’ordinanza per la cattura di Daniza cui seguì la protesta di alcuni gruppi di animalisti sfociata in varie manifestazioni fra cui l’occupazione della sede della Provincia a Trento e un corteo a Pinzolo. Nel corso di quest’ultima manifestazione si erano verificati momenti di tensione con un gruppo di abitanti favorevoli alla cattura dell’orso e solidali con il loro compaesano aggredito, accusato da alcuni animalisti di avere ingigantito l’episodio dell’incontro con l’orso. Accuse che l’uomo ha sempre respinto difendendo la versione dei fatti subito fornita.

Nel 2008 un’orsa annegò nel lago di Molveno dopo essere stata narcotizzata. Non è la prima volta che la tecnica di cattura con narcosi fallisce. La morte di Daniza ricorda un simile caso, avvenuto nel 2008, quando un’orsa annegò nel lago di Molveno, dopo essere stata narcotizzata. Una squadra di cattura del Servizio fauna aveva colpito il plantigrado con un dardo contenente narcotico, mentre stava cercando cibo nei cassonetti di alcune abitazioni di Molveno. Colpito dalla freccia contenente il trasmettitore, l’animale si era allontanato. Il segnale radio aveva condotto il personale in prossimità delle rive del lago di Molveno, dove l’orsa era stata trovata senza vita in acqua, vicino alla riva. L’animale era, infatti, caduto nel lago, quando il narcotico aveva prodotto il proprio effetto.