Carlo Freccero superstar. Incontenibile mattatore nelle vesti di neo direttore artistico del Roma Fiction Fest (8a edizione, dal 13 al 19 settembre, Auditorium Parco della Musica), ha tenuto la conferenza stampa di presentazione della rassegna, e al fattoquotidiano.it ha rivelato quanto oggi sia difficile in Italia risvegliare la coscienza critica: “C’è veramente un’apatia, non riesco a pensare come si possa smuovere qualcosa. Io amo molto la fiction perché provoca shock narrativi molto forti… ma in generale la tv così come è concepita oggi non ce la fa neppure lei. Prevedo un anno molto duro…”.

Il programma messo a punto da Freccero è assai denso: “44 anteprime internazionali, 6 italiane, 8mila minuti di proiezioni, 21 Paesi coinvolti. Ci ho messo tutta la mia passione in questo incarico e – come sapete – pur non disprezzando chi fa ascolto, credo conti anche la reputation oltre all’audience. Siamo stufi dei soliti blablabla che rendono tutto indistinto e grigio: vedere le ottime fiction prodotte di questi tempi è un ‘esperienza critica, feroce e spietata”. Un’affermazione, questa, che ha scatenato il plauso generale della Casa del Cinema, gremita come non mai. Di fatto, il “palinsesto” proposto per l’8a edizione, che porta lo slogan di “La fiction. Niente di più vero.”, contiene prodotti televisivi provenienti da Paesi non usuali, come la Turchia – a cui è dedicato un focus – il Belgio, la Norvegia, i Paesi Bassi.

A farla da padrone certamente sono le big series tv americane e inglesi: la premiére assoluta di American Crime, e poi Fargo, How to get away with Murder, Utopia, The Tunnel, The Honorable Woman, a cui si aggiunge una serata speciale dedicata al fenomeno True Detective presentato da Bernardo Bertolucci “perché – spiega Freccero – il suo film La strategia del ragno ne fu un magnifico predecessore”. L’Italia è presente con “quanto avevamo a disposizione, volevo in anteprimissima Oriana di Marco Turco, ma non era pronto” chiosa il neo direttore artistico. La proposta italiana vedrà dunque, tra gli altri, Sfida al cielo – La narcotici diretto da Michele Soavi, Il candidato – Zucca presidente con Filippo Timi (“si tratta della versione idiota di The House of Cards”, scherza Freccero), Qualunque cosa succeda. Giorgio Ambrosoli, una storia vera con Pierfrancesco Favino, Ragion di Stato prodotto da Cattelya (“che dopo Gomorra – La serie può permettersi di fare qualunque cosa..” aggiunge ancora il direttore artistico) e Il Bosco prodotto dalla TaoDue.

Non mancheranno momenti di riflessione sullo stato dell’arte della serialità tv e del rapporto col cinema in varie Masterclass e una programmazione speciale pensata per bambini e adolescenti. Luca Argentero è il padrino dell’edizione 2014 che vedrà impegnate due giurie, in una delle quali anche Aldo Grasso (“così smetterà di disturbare per un po’ gli italiani..”). Dal costo di 1,6 milioni di euro – ovvero ben 5 di meno rispetto all’edizione 2011, ad esempio – (“abbiamo risparmiato sulle star..”), il Roma Fiction Fest si propone come momento culturale di massa all’avanguardia promosso dalla Regione Lazio (era presente anche il Presidente Nicola Zingaretti), con l’APT e la Camera di Commercio di Roma. Per Freccero si tratta di una scommessa importante. “Ci siamo chiesti perché in Italia vince ancora Don Matteo? Forse perché corrisponde esattamente allo stato d’animo di noi italiani che non dovremmo rottamare tutto ma puntare su valori più sicuri. E stiamo attenti che in questo Paese ci sono più festival che film a contenerli!”.