Bancarotta e “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”. Con queste accuse Guccio Gucci, pronipote dell’omonimo fondatore della griffe fiorentina controllata da Ppr, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Firenze. Secondo l’accusa l’imprenditore, che era amministratore di fatto della Esperienza di Scandicci, fallita nel dicembre 2013, avrebbe sottratto 800mila euro dalle casse della società. Il gip del tribunale di Firenze Paola Belsito, su richiesta del pm Christine Von Borries, ha disposto nei suoi confronti i domiciliari. Indagato con lui anche il fratello Alessandro. Un nuovo caso giudiziario per la dinastia fiorentina segnata nel 1995 dall’omicidio di Maurizio Gucci, uno dei nipoti di Guccio, per il quale è stata condannata a 26 anni la moglie Patrizia Reggiani, uscita di prigione pochi mesi fa e affidata ai servizi sociali. 

Dopo aver lavorato in Gucci con il nonno Aldo e il padre Giorgio, una volta ceduto il marchio al gruppo francese di François Pinault i rampolli Guccio e Alessandro si sono messi in proprio e nel 2005 hanno lanciato una propria linea di produzione di pelletteria, fondando la Esperienza, a cui faceva capo la griffe To be G. La storia della società è stata costellata da battaglie legali con la Ppr per l’uso di loghi che richiamavano il nome Gucci. Finché l’Erario ha battuto cassa per 386mila euro, accusando i due di omesso versamento di ritenute certificate e sottrazione fraudolenta al pagamento dei tributi e sequestrando beni per lo stesso valore. Indagini successive hanno fatto emergere la bancarotta fraudolenta. Secondo quanto emerso dalle indagini del pm Von Borries, attraverso distrazioni di beni, vendite fittizie e falsificazioni di documenti il patrimonio della Esperienza è stato svuotato per “rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva”. “Non siamo di fronte a una delle situazioni classiche di difficoltà delle aziende che, in conseguenza e a causa della crisi economica del settore, fallisce”, scrive il gip. “In realtà, nel caso di specie, l’operazione è ben più complessa e, per lo meno fino a un certo punto, è finalizzata a sottrarsi al pagamento solo di alcuni debiti”.

Oltre ai fratelli Gucci, risultano indagati Sergio Moroni e Piero Trampolini. Il primo è un carpentiere che nel marzo del 2013 è succeduto a Guccio Gucci alla guida della società. Secondo l’accusa sarebbe un prestanome, ricompensato con 3mila euro per il servizio. L’altro indagato, Trampolini, è il ragioniere che avrebbe “individuato Moroni come persona ideale da coinvolgere nella vicenda, occupato com’è a tempo pieno a fare da amministratore di società in stato di dissesto e sull’orlo del fallimento”. Riferendosi al ruolo affidato a Moroni, il gip descrive Guccio Gucci come una persona “abile nello sfruttare la disponibilità di soggetti con pochi scrupoli”.