Come da anticipazioni del ministro Maurizio Lupi, il decreto Sblocca Italia uscito dal Consiglio dei ministri venerdì sera è più che altro uno “sblocca burocrazia”. Tradotto: le risorse messe in campo dai 50 articoli sono ridotte all’osso. Per le infrastrutture il governo di Matteo Renzi è riuscito a trovare, raschiando il fondo del barile (Fondo sviluppo e coesione e fondo revoche), solo 3,8 miliardi. Ben lontano dai 43 evocati da Renzi all’inizio di agosto, cifra che nessuno in conferenza stampa ha ricordato. Anzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a precisa domanda sulle cifre complessive mobilitate dal provvedimento ha risposto: “Non lo so”, anche se “riteniamo possano essere significative”. Zero euro sono invece destinati alla banda larga, per la quale, spiega Renzi con tanto di slide, è prevista solo la defiscalizzazione al 50% (guarda la slide), contro il 70% ipotizzato alla vigilia, degli investimenti nelle “aree bianche” a fallimento di mercato, dove cioè senza incentivi non sarebbe redditizio l’investimento privato. Però c’è un giallo: il comunicato di Palazzo Chigi diffuso in serata riporta una percentuale di sgravio diversa, il 30% (guarda il comunicato).

Per tentare di indurre i privati a mettere in campo risorse arriva poi una proposta di “scambio”: i concessionari autostradali che investono nella rete avranno la proroga della concessione. Sempre che Bruxelles arrivi il via libera. Salta invece quella che avrebbe dovuto essere la prima sforbiciata alle partecipate degli enti locali, contenuta nel piano presentato dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli il 7 agosto e prevista nelle bozze circolate in questi giorni: tutto rimandato alla Legge di stabilità, spiega Lupi. Così come la proroga dell’ecobonus del 65% per le riqualificazioni energetiche, su cui però, ha garantito Renzi, il governo “si impegna”. Lupi ha invece confermato (ma si attende di vedere il testo) l’incentivo fiscale del 20% destinato a chi compra casa per affittarla a canone concordato. Nessuna traccia della riforma dei porti, ma c’è l’ok definitivo al gasdotto Tap, che sarà ratificato a Baku (Azerbaijan) il 20 settembre. Infine c’è il ddl delega per il nuovo codice degli appalti: “Avremo le stesse regole in Italia come nel resto d’Europa: l’Italia ha il vezzo di ‘irrobustire’, e peggiorare, la normativa Ue. Siamo noi che abbiamo inserito troppe norme, con danno economico e mancanza di chiarezza”, ha spiegato il premier. Che ha anche promesso la conferma del bonus degli 80 euro “per i prossimi anni per undici milioni di italiani”.

Dieci mesi di tempo per far partire i cantieri delle opere finanziate – I 3,8 miliardi sono destinati per 600 milioni allo sblocco delle piccole opere segnalate dai sindaci e per 3,2 miliardi alle “grandi opere cantierabili da subito”, tra cui l’Alta velocita-Alta capacità Napoli Bari per cui, dice Lupi, “sono stati già stanziati 4,4 miliardi” su 6,7 di valore totale, e la ferrovia Palermo-Messina. I cantieri di entrambe le opere, è la “grande novità”, dovranno però partire entro l’1 novembre 2015 “pena la perdita del finanziamento”. Come già annunciato, l’ad del gruppo Fs Michele Mario Elia viene nominato commissario straordinario per supervisionare e, nei piani, velocizzare la realizzazione. Tra le opere che potranno usufruire di queste risorse anche la “linea C della metro a Roma, il completamento del passante ferroviario di Torino, la metrotranvia di Firenze, la metro di Napoli”. Sempre all’articolo 1 è previsto lo sblocco degli investimenti già stanziati per gli aeroporti di interesse nazionale, cioè Malpensa, Fiumicino, Firenze, Genova e Salerno, “che per ‘enne’ problemi vedono l’impossibilità di partire nella realizzazione”. L’intervento, secondo Lupi, vale “circa 4 miliardi”, anche se Renzi aveva parlato di 4,6. 

Padoan non si sbilancia sulle risorse mobilitate: “Significative” – Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha commentato il contenuto del decreto dicendo che “stimola gli investimenti pubblici e privati, e lo fa sia mobilizzando risorse sia cambiando le regole e semplificandole”. Ma non si è sbilanciato sull’ammontare di risorse private che saranno mobilitate grazie al provvedimento: “Non lo so, ma riteniamo che possano essere significative”, è stata la sua risposta a un giornalista in conferenza stampa. Quanto all’impatto netto sulla finanza pubblica, “è pari a zero” perché gli interventi “sono a piena coperture, quindi non stiamo peggiorando la finanza pubblica”.

Spazio alle priorità dei sindaci – “Le 1.617 mail ricevute dai sindaci”, ha detto ancora il presidente del Consiglio, “ricevono risposta. Il riferimento è alle priorità indicate dai primi cittadini, che hanno chiesto soprattutto, ha spiegato Renzi, “‘Dammi spazio nel patto di stabilità’, e diciamo sì. ‘Dammi denari’, e se riesco te li do subito. ‘Aiutami perché ho la sovrintendenza che blocca dei lavori’. e ci impegniamo a convocare una conferenza dei servizi per sbloccare la situazione”. Tradotto: verrà attivata una procedura per escludere dal patto di stabilità interno e il finanziamento di piccole opere subito completabili entro il 2014.  

Per le ristrutturazioni in casa solo comunicazione edilizia – Chi vuole fare lavori di ristrutturazione in casa non dovrà richiedere l’autorizzazione edilizia: sarà sufficiente una semplice “comunicazione edilizia all’amministrazione” e “immediatamente il cittadino ha il diritto di fare tutti i lavori che vuole in casa propria”.

Favorito l’accesso alle defiscalizzazioni per investimenti in project financing – Viene poi allargata la possibilità di accedere a defiscalizzazioni Irap e Ires per gli investimenti in infrastrutture previsti da contratti di partenariato pubblico privato e project financing. Cioè le opere pagate da privati che in cambio ottengono la gestione del progetto, con relativi incassi, per un certo numero di anni. “Abbiamo abbassato da 200 a 50 milioni il tetto per cui opere strategiche vi possono accedere”, ha spiegato Lupi. 

Banda ultralarga – per gli operatori che decidono di investire nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato”, dove non è redditizio portare la banda a 100Megabit, “è previsto un credito d’imposta a valere sui tributi Ires e Irap per il 30% del costo dell’investimento”. Così il comunicato di Palazzo Chigi. Ma Renzi ha parlato del 50%, percentuale riportata anche nella relativa slide. 

Proroghe ai concessionari autostradali che si impegnano a investire – E’ previsto “l’aumento degli investimenti privati in infrastrutture autostradali” con “revisione e quindi eventuale allungamento delle concessioni, proposta già notificata dal ministro Lupi alla Commissione europea, con la contestuale moderazione degli incrementi tariffari dei pedaggi autostradali”. Il comunicato di Palazzo Chigi precisa che “il valore delle opere realizzabili, e sulle quali si sono impegnate le società concessionarie, è di 12,2 miliardi”. 

Renzi a Baku per il via libera al Tap – Il 20 settembre Renzi sarà a Baku, in Azerbaijan, per il via libera al Trans adriatic pipeline (Tap), che è stato definitivamente sbloccato dal Cdm. Il gasdotto da 10 miliardi di metri cubi, che dalla fine del 2019 trasporterà il gas azero in Italia approdando in Puglia, dovrebbe servire per far fronte a problemi di approvvigionamento del gas russo. Ma cittadini e enti locali del Salento sono contrari all’approdo in provincia di Lecce.

Semplificazione per l’estrazione di idrocarburi – Per “valorizzare i non trascurabili giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio nazionale” vengono “sbloccati cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro)”. A questo fine “si è proceduto a riconoscere il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità”. In particolare, “si è prevista l’introduzione di un titolo concessorio unico, comprensivo delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato a seguito di una approfondita valutazione del richiedente”.

Modifiche alle norme sulla Cdp – Renzi ha anche annunciato “modifiche alle norme della Cassa depositi e prestiti che a questo punto è dotata di regole come quelle degli altri Paesi europei”. In particolare è previsto un ampliamento del perimetro di operatività della Cassa, sia della gestione separata (finanziata con il risparmio postale e titoli assistiti da garanzia statale) sia della gestione ordinaria (finanziata con risorse trovate sul mercato). Sul primo fronte “la norma consente a Cdp di intervenire anche a supporto delle politiche pubbliche nazionali per progetti di investimento che contribuiscano, a titolo esemplificativo, allo sviluppo di tecnologie innovative e alla ricerca applicata in campo industriale, nel settore energetico e in quello ambientale”. Per quanto riguarda la gestione separata, si punta a “consentire l’utilizzo delle risorse di tale gestione per operazioni con finalità di interesse economico generale (nell’ambito, tra l’altro, dei settori ricerca sviluppo innovazione, educazione, protezione civile; immobiliare, energia, ambiente)”. Padoan ha parlato di una “estensione del perimetro di azione” della Cassa “sia dal punto di vista della dotazione sia per quanto riguarda i settori d’intervento”. Cambiare le regole, ha sottolineato il ministro, non è irrilevante, come dimostra il successo dei minibond, che hanno raccolto sottoscrizioni per 1 miliardo in due mesi dopo l’intervento con il dl Competitività. 

Incentivo ai project bond – Con lo Sblocca Italia, ha confermato il ministro, arrivano anche nuove misure per la finanza per la crescita per facilitare l’emissione dei project bond, titoli obbligazionari adatti a coinvolgere capitali privati nel finanziamento di opere infrastrutturali. Viene per esempio esteso nel tempo il regime fiscale di favore concesso a questi strumenti: l’aliquota al 12,5%, uguale a quella sui titoli del debito pubblico, sarà valida anche oltre il limite temporale del giugno 2015 fissato dal decreto Sviluppo del 2012. Dopo il quale, riconosce Palazzo Chigi, i project bond “hanno trovato un’applicazione sporadica”: la prima e unica opera a beneficiarne è stata il passante autostradale di Mestre.

Sostegno al made in Italy – Dal Cdm esce anche un pacchetto per il sostegno al made in Italy con particolare attenzione all’agroalimentare, al marchio unico e al contrasto all’Italian sounding) con cui si punta, ha spiegato il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, a “un aumento di un punto del pil nel triennio 2015-2017”. Il piano prevede un pacchetto di “iniziative legate al supporto per l’internazionalizzazione”, in particolare delle pmi. “Il nostro obiettivo è di avere altre 20mila imprese esportatrici” rispetto al bacino attuale di 70.000 aziende che vendono oltre i confini nazionali. Il che dovrebbe fruttare “50 miliardi di export in più nei tre anni”.