Le conseguenze delle aperture intraviste nel vertice tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko tardano a manifestarsi: Russia e Ucraina continuano ad affrontarsi sul terreno e a colpi di dichiarazioni. “Un crescente numero di soldati russi interviene direttamente nei combattimenti sul terreno ucraino“: è la rivelazione twittata dall’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev, Geoffrey Pyatt. Secondo la Nato, oltre 1000 militari russi sono impegnati attualmente nei combattimenti in corso sul territorio dell’Ucraina, in particolare nella zona di Novoazovsk. Il presidente Petro Poroshenko ha cancellato la visita in Turchia a causa dell’”ingresso delle truppe russe in Ucraina”. Lo riferisce un comunicato stampa sul sito presidenziale. Poroshenko ha ribadito l’appello fatto in precedenza dal premier Iatseniuk per convocare il Consiglio di sicurezza Onu, aggiungendo che dovrebbe riunirsi anche il Consiglio dell’Unione Europea. “Il mondo deve dare una valutazione alla grave escalation della situazione in Ucraina”, ha spiegato Poroshenko. Kiev ha chiesto alla Ue un “aiuto militare e tecnico di grande portata” in seguito ad una ”invasione russa non dissimulata”: lo si legge sulla pagina Facebook dell’ambasciatore ucraino presso la Ue, Konstiantyn Elisseiev. “Chiediamo una sessione straordinaria del Consiglio europeo il 30 agosto sull’Ucraina. Basta con la connivenza e la rassicurazione dell’aggressore. La solidarietà si deve materializzare attraverso sanzioni significative e un aiuto militare e tecnico esteso“.

Già ieri l’ambasciatore aveva lanciato l’allarme. A scriverne era il Washington Post: “Le nuove colonne di tank e veicoli corazzati che hanno attraversato il confine con l’Ucraina indicano che potrebbe essere in atto una controffensiva diretta dalla Russia” ad opera dei separatisti filorussi, ha scritto su Twitter il diplomatico. Un allarme che arrivava mentre si attendeva da Minsk qualche spiraglio – anche per l’incontro Putin-Poroshenko – in vista di un allentamento delle tensioni che oppongono i due paesi nel quadro della crisi ucraina. Ieri Kiev aveva annunciato l’arresto di 10 militari russi in territorio ucraino. Subito da Mosca era arrivata la replica: il loro era stato uno sconfinamento accidentale e i 10 militari si erano subito consegnati senza fare storie alle forze ucraine.

Media di Kiev: “Ribelli hanno preso Novoazovsk”
Nell’est del paese intanto, si continua a combattere. I media ucraini riferiscono che la città di Novoazovsk, sulla costa del mare di Azov a sud di Donetsk, dove è stato aperto un terzo fronte di guerra, è stata presa dalle truppe russe. E 11 persone sarebbero morte a Donetsk nelle ultime 24 ore in seguito ad attacchi di artiglieria, riferisce un comunicato sul sito del municipio della città, roccaforte dei ribelli filorussi nell’Ucraina dell’est. Altri 22 civili sono rimasti feriti. Alle 8 di oggi i colpi di artiglieria su Donetsk sono ripresi, informano le autorità locali.

Ue: “Preoccupati per gli ultimi sviluppi”
“Siamo estremamente preoccupati dagli ultimi sviluppi, inclusi i rapporti di quel che sta avvenendo sul terreno” in Ucraina. Così la portavoce dell’Alto rappresentante Ue Catherine Ashton, che ha ribadito l’invito dell’Ue alla Russia a “mettere fine a ogni tipo di ostilità inclusi i flussi di armi, uomini e mezzi” e a trovare una “soluzione politica” che assicuri l’integrità territoriale dell’Ucraina. 

Hollande: “Se fosse così sarebbe intollerabile”
La prima reazione internazionale arriva dall’Eliseo. Una presenza di soldati russi in Ucraina “sarebbe intollerabile e inaccettabile”, ha detto stamane il presidente francese, Francois Hollande, in un discorso davanti agli ambasciatori di Francia riuniti a Parigi. “Se si appurasse che soldati russi sono presenti sul territorio ucraino, sarebbe intollerabile e inaccettabile”, ha dichiarato Hollande, che ha chiesto alla Russia di “rispettare la sovranità dell’Ucraina” e di “togliere il suo appoggio ai separatisti“.

Russia: “Forte presenza della Nato complica le cose”
Mosca
, invece, punta il doto contro l’Alleanza Atlantica. L’intenzione della Nato di rafforzare la sua presenza vicino ai confini con la Russia “complicherà” le sue relazioni con Mosca, che farà “tutto quello che serve per mantenere la sua sicurezza”: lo ha detto il rappresentante russo presso la Nato, Aleksandr Grushko, commentando i piani Nato in vista del vertice di inizio settembre in Galles. “Certamente terremo in considerazione nei nostri piani militari la nuova configurazione e l’attività delle forze Nato vicino al confine russo e faremo tutto quello che è necessario per mantenere in modo affidabile la nostra sicurezza e garantire la nostra protezione dalle minacce”, ha dichiarato a Interfax. “L’escalation della guerra in Ucraina in un conflitto aperto è ora probabile per la prima volta, dopo il fallimento della proposta tedesca di un cessate il fuoco”, ha twittato Dmitri Trenin, considerato uno dei più attenti e autorevoli politologi russi.

Yatseniuk: “Nuove sanzioni contro Mosca”
Il premier ucraino Arseni Yatseniuk ha chiesto oggi ai paesi occidentali di congelare i conti russi fino a quando Mosca non ritirerà le sue truppe dall’Ucraina. “Le sanzioni introdotte finora non hanno dato risultati”, ha affermato incontrando a Kiev i rappresentanti della diaspora ucraina. “Per contenere l’aggressione russa bisogna considerare l’introduzione di sanzioni per congelare i fondi russi e fermare tutte le transazioni bancarie della Federazione russa nei paesi dell’Ue, del G7 e negli Usa”, ha dichiarato. 

Obama: “Mosca responsabile, pagherà un costo per incursioni” 
In serata anche il presidente degli Stati Uniti è intervenuto. Dopo una telefonata con Angela Merkel, Barack Obama ha rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato la responsabilità della Russia per le violenze nell’Est dell’Ucraina e le “conseguenze” e i “costi” che queste azioni avranno su Mosca