“Sei volte in sala operatoria, due in rianimazione, una in terapia intensiva, è morta mia mamma e nell’ultimo incidente mi sono rotto due vertebre e due dita”. La colpa di tutti questi problemi di salute, disavventure e lutti? Roberto Calderoli non ha dubbi: “La macumba che mi ha fatto il papà della Kyenge”. Per questo, l’esponente della Lega Nord e vicepresidente del Senato, dalle colonne del settimanale Oggi (l’intervista verrà pubblicata giovedì 27 agosto), manda “un messaggio distensivo a papà Kyenge per chiedergli la revoca del rituale che mi fece”.

Nell’intervista Calderoli ricorda anche l’ultimo episodio per il quale è finito su tutti i giornali: l’uccisione del serpente di due metri trovato in cucina. “A me sembra un po’ troppo. Non sono mai stato superstizioso ma dopo la macumba che mi ha fatto il papà della Kyenge mi è capitato di tutto e di più – aveva postato su Facebook alcuni giorni fa l’ex ministro – Non so se devo mettere un annuncio sul giornale o chiamare direttamente Bergoglio, sempre che non sia troppo occupato a sistemare gli immigrati a casa nostra, ma io devo trovare assolutamente un esorcista. Se qualcuno ha numeri di telefono o mail di esorcisti li aspetto con gratitudine…”.

L’esponente leghista è convinto che il padre di Cecile Kyenge (ex ministro dell’Integrazione di origine congolese del governo di Enrico Letta), dal Congo, gli ha scagliato contro una maledizione per proteggere la figlia dai suoi attacchi. Calderoli fa riferimento al “cerimoniale” – riportato sempre dal settimanale Rcs – con cui Clement Kyenge e gli altri abitanti del villaggio del Katanga (Congo), hanno pregato per “scacciare lo spirito che ha spinto Calderoli a ingiuriare”. Nel luglio 2013, infatti, dalla Festa della Lega a Treviglio, il vicepresidente di Palazzo Madama disse: “Quando vedo la Kyenge non posso non pensare ad un orango“.  Il leghista in seguito chiese scusa all’allora ministro.

Ma sulle nuove parole del vicepresidente del Senato, interviene direttamente Cecile Kyenge: “Mi chiedo che religione pratichi Calderoli. Io sono cattolica per cui non credo a tante altre pratiche o tanti altri riti che per me non esistono, per cui non sto dietro a queste sue esternazioni che secondo me vanno anche contro le credenze… non so di quale religione è lui. Io sono cattolica e quindi per me queste cose non esistono”.

L’europarlamentare del Pd, in un’intervistata al quotidiano online Affaritaliani.it, assicura che non è stata fatta alcuna macumba da parte di suo padre che anzi, sottolinea, gli ha rivolto “un gesto di perdono e di accoglienza”. Un perdono che però non eviterà al vicepresidente del Senato il processo “per dichiarazione aggravata da odio razziale. Il 30 c’è il processo e ci troviamo lì”, assicura Kyenge. “Mi sembra che la situazione di persecuzione continui – aggiunge – e in tutta questa situazione la persona perseguitata sono io”.