Nuova puntata dello scontro a distanza tra Mosca e l’Occidente. La Russia si è detta pronta a rispondere in caso di nuove sanzioni per la crisi ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov all’agenzia Ria Novosti precisando che “si stanno esaminando ulteriori misure da approvare” se Unione Europea e Stati Uniti “continueranno a ricorrere alla politica non costruttiva e addirittura distruttiva” delle sanzioni. Le possibili nuove sanzioni russe potrebbero colpire l’importazione di auto straniere, farmaci e attrezzature sanitarie, secondo alcune fonti governative citate da media russi. Nel primo caso sarebbero “graziate” le case automobilistiche estere che assemblano le vetture in Russia (non è il caso della Fiat-Chrysler), nel secondo prevale la prudenza per non compromettere la tutela della salute dei cittadini russi: molti diabetici hanno cominciato a fare le scorte di insulina occidentale.

Ieri il quotidiano economico Vedomosti anticipava che la Russia è pronta a bloccare le importazioni di autoveicoli dall’Ue e dagli Stati Uniti. Vedomosti citava fonti informate secondo cui la proposta di misure restrittive già inviata al presidente Vladimir Putin non sarebbe applicato alle auto straniere prodotte nelle fabbriche in Russia. Il 27 per cento delle auto vendute in Russia nei primi sei mesi dell’anno sono di importazione, così come il 46% dei camion e il 13% degli autobus. La Russia ha fino a ora bloccato le importazioni di alcuni prodotti alimentari da Ue, Usa, Canada, Australia e Norvegia.

A inizio agosto Mosca aveva decretato l’embargo totale di tutti i cibi in arrivo da Ue e Usa. Una decisione che ha colpito in particolar modo l’Italia:, secondo una stima di Coldiretti, le esportazioni nel settore agroalimentare verso la Russia valgono 700 milioni di euro all’anno. Ieri La Commissione europea ha annunciato di aver sbloccato 125 milioni di euro per sostenere i produttori di cibo toccati dall’embargo russo che riguarda i prodotti agroalimentari dell’Europa. L’idea è quella di ridurre le quantità disponibili sul mercato affinché il prezzo non crolli. “Questa misura intende ridurre la fornitura complessiva di un certo numero di prodotti ortofrutticoli sul mercato europeo nel caso in cui le pressioni sui prezzi diventassero troppo forti nei prossimi mesi”, ha spiegato il commissario europeo per l’agricoltura, Dacian Ciolos.

I prodotti interessati sono: pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, frutti rossi, l’uva e il kiwi. Prodotti la cui produzione è in piena stagione, con nessuna opzione di stoccaggio e nessun mercato alternativo immediatamente disponibile. L’assistenza finanziaria coprirà tutti i produttori a partire da oggi e fino alla fine di novembre. L’attuale situazione dei prodotti agroalimentari sarà nuovamente discussa in un’altra riunione con gli esperti degli Stati membri e del Parlamento europeo che si terrà venerdì a Bruxelles. Già nei giorni scorsi la Commissione ha approvato un piano di sostegno per il settore delle pesche, le cui difficoltà per il cattivo tempo si sarebbero aggravate dall’embargo di un anno deciso da Mosca in risposta alle sanzioni degli Stati Uniti e dell’Europa.