A nemmeno una settimana dal furto della Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, dipinto da Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino, è stato rubato un altro quadro d’autore a Modena, città della Ghirlandina. Si tratta del Paesaggio primaverile del pittore crepuscolare del ‘900 italiano Michele Cascella, un olio su tela del valore stimato di qualche decina di migliaia di euro, sottratto, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, dalla casa di un collezionista d’arte modenese residente a Baggiovara, assieme a un dipinto di Mario Schifano, anch’esso valutato diverse decine di migliaia di euro.

Secondo una prima ricostruzione ad allertare la polizia sarebbe stato lo stesso proprietario delle tele, che si sarebbe accorto della scomparsa delle due opere lo scorso 18 agosto. Dopo essere rientrato a casa attorno alle 20, ha trovato il cancello d’ingresso aperto e un piccolo quadro di scarso valore abbandonato a terra. Aveva acquistato l’opera del Cascella vent’anni fa tramite Telemarket, con tanto di certificati di autenticità, e secondo le prime indiscrezioni lo stesso proprietario dei quadri rubati avrebbe invitato nelle scorse settimane alcuni esperti privati per farli valutare, in vista di una compravendita. Se ci sia un nesso tra il furto dell’opera del Guercino e quello del Cascella, però, è presto per dirlo: prima di tutto, infatti, gli inquirenti dovranno datare con esattezza l’effrazione a casa del collezionista, e capire quando il Paesaggio primaverile e il quadro di Schifano siano stati trafugati.

L’ipotesi di un collegamento tra i due episodi è al vaglio della Procura di Modena, già impegnata nell’indagine per il ritrovamento della Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, che secondo il critico d’arte Vittorio Sgarbi avrebbe un valore tra i 5 e i 6 milioni di euro. “Un’indagine difficile, per la quale abbiamo attivato tutti i canali investigativi”, fa sapere il procuratore capo di Modena Vito Zincani, dalla criminalità organizzata al mercato estero, a cui ora si sommano le ricerche delle due tele scomparse da Baggiovara. Ma oltre alle indagini, in Emilia Romagna si parla anche di allarme sicurezza per i beni culturali conservati nelle chiese collocate su tutto il territorio della regione. Nella provincia di Modena, soprattutto, dove i terremoti del 2012 hanno devastato la maggior parte dei luoghi di culto, molti dei quali ancora oggi hanno i portoni sbarrati, o sono cantieri a cielo aperto. E dove le numerose opere conservate nelle chiese da ristrutturare non sempre sono custodite.

Come riporta La Gazzetta di Modena, ad esempio, nella chiesa di San Francesco in corso Canalchiaro, che contiene opere di Graziosi, Begarelli e Manzini, per metà nascosta dietro ai ponteggi, manca la vigilanza, e in diversi altri luoghi di culto della Bassa i custodi non sempre sono sufficienti a garantire la sicurezza di quadri e sculture. “Ciò che manca – scrive il consigliere regionale Andrea Leoni, firmatario di un’interrogazione indirizzata alla presidenza dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna – è un piano che garantisca una migliore sicurezza del patrimonio artistico, culturale e religioso anche attraverso il finanziamento di sistemi di video sorveglianza e di allarme e con convenzioni con istituti di vigilanza”.

Come quello ideato dalla Provincia di Modena quindici anni fa, per garantire a 13 chiese del territorio “impianti antifurto”, rimasto però un caso a sé. Ad oggi, infatti, il problema è ancora da risolvere. Furti di opere eccellenti a parte, solo quest’estate diverse chiese dell’Appennino modenese sono state colpite dai ladri. Oggetti di valore molto inferiore rispetto alla tela del Guercino, ma che secondo Leoni rappresentano un campanello d’allarme. Nella chiesa di San Faustino a Modena, per esempio, sono state rubate le corone alla statua della Madonna e del Bambino Gesù, a Formigine è stata trafugata la statua della Madonna del Carmelo, e dalla chiesa di Lago di Montefiorino sono scomparsi 25 pezzi.