“Le parole di Di Battista non vanno sottovalutate perché rappresentano un pericolo per la tenuta di principi sui quali non si può transigere, e anche perché delineano un indirizzo preoccupante della politica estera del M5S”. E’ la risposta del Pd, tramite il suo vicesegretario Debora Serracchiani, alla presa di posizione di Alessandro Di Battista in un post sul blog di Beppe Grillo riguardo alla crisi irachena e all’atteggiamento da tenere nei confronti degli integralisti dell’Isis. “Non è la prima volta – osserva Serracchiani – che da alcune voci del M5S vengono espressi atteggiamenti comprensivi se non positivi nei confronti di estremismi o intolleranze, a partire dai giudizi di Beppe Grillo sul regime di Ahmadinejad. Le dichiarazioni di oggi di Di Battista si inseriscono in questa linea, intesa a insinuare un sentimento favorevole alle fazioni o agli Stati meno in sintonia con il concetto occidentale di democrazia e tolleranza. Così si tende a mettere in discussione il quadro delle alleanze del nostro Paese, aprendo al contempo a visioni di stampo integralista o banalmente autoritario”. 

Le parole di Di Battista hanno comunque alzato un polverone di dichiarazioni. Tra i primi a intervenire era stato il leader dei Verdi Angelo Bonelli: “Sbaglia Di Battista il terrorista è disumano e mettere bombe nelle metropolitane uccidendo bambini, uomini e e donne è schifoso come lo sono le bombe, per nulla intelligenti, dei droni che uccidono bambini, uomini e donne nei villaggi, del Medio Oriente e non solo”. “Giustificare il terrorismo – conclude Bonelli – è sbagliato e inaccettabile perché il terrorismo rafforza sempre più l’opzione della risposta militare“. 

Mentre la deputata Manuela Rostan chiede le dimissioni di Di Battista, sempre nel Pd Emanuele Fiano “la teoria di fondo che anima le inconcepibili e pericolose parole di Di Battista è che dietro ogni terrorista ci sia una giusta motivazione da ascoltare”. “In realtà – continua Fiano – quanto emerge dalla vicenda dell’Isis, citata dal parlamentare 5 stelle ci parla piuttosto di una ventata integralista, priva di ogni fondamento di diritto o di una pur aberrante rivendicazione, ma che pone come base l’idea che chiunque non si assoggetti al volere o al credo di quella fazione è un soggetto da eliminare fisicamente. Donne, bambini o vecchi che siano. Un po’ come nella Germania degli anni Trenta“. “Ma al di là del grave deficit di analisi della vicenda irachena quello che è ancor più insopportabile nelle parole di Di Battista è la copertura morale che nel suo post dà al gesto terroristico. Il nostro Paese ancora piange le decine di morti e feriti degli Anni di piombo: anche gli autori di quelle stragi, di quei morti, erano soggetti da elevare al rango di interlocutori? Secondo me no; non qualsiasi morale ha valore, c’è un minimo comun denominatore di civiltà che deve essere condiviso, altrimenti non ci può essere dialogo”. Secondo il renziano Ernesto Carbone “si tratta di parole inaudite che danno la dimensione della caratura politica del M5s: è una cosa vergognosa anche nei confronti delle tantissime vittime che il terrorismo ha mietuto nel nostro Paese. Parole indegne da parte chi rappresenta le istituzioni”. Su Twitter Andrea Marcucci ironizza: “Le condizioni atmosferiche non giustificano Di Battista, impossibile che abbia preso un colpo di sole. Le sue parole sull’Isis sono farneticanti”. Usa lo sfottò anche il responsabile comunicazione del Pd Francesco Nicodemo: “Editoriale di metà agosto Dal #colpodisole al #colpodisonno (della ragione che genera mostri). Dibba, riposati un po’ Fine dell’editoriale”. L’espressione colpo di sole era stata una replica del presidente del Consiglio Matteo Renzi al leader M5s Beppe Grillo che aveva parlato di colpo di Stato dopo il contingentamento dei tempi in Senato per la discussione sulle riforme istituzionali. 

Al Pd si aggiunge anche l’intero centrodestra. “Mentre migliaia di uomini sono trucidati, bambini rapiti e donne massacrate – dichiara Nunzia De Girolamo, capogruppo Ncd alla Camera – Di Battista cerca il suo momento di notorietà. Fa pena la sua ignoranza, indigna la sua arroganza”. Secondo Daniela Santanchè (Forza Italia) “vergogna è la sola parola corretta che si può utilizzare: “Game over per la credibilità e per il margine di tollerabilità del Movimento 5 Stelle – aggiunge – Forse Grillo e compagni non ricordano cosa il terrorismo ha significato per l’Italia e per il mondo: migliaia di vittime, famiglie intere distrutte, un clima di pericolo insostenibile”. Rincara la dose l’europarlamentare di Forza Italia Lara Comi: “Lo scarso sentimento del Movimento 5 stelle nei confronti della democrazia non ci meraviglia, visti i trascorsi, ma osannare i terroristi in Iraq ci lascia sgomenti e allibiti. “Giustificare il terrorismo – dice Antonio De Poli, vicesegretario dell’Udc – è un gesto di ignoranza che ferisce la comunità occidentale. Mi auguro che dai Cinque stelle arrivi presto una smentita netta. Contro il terrorismo non ha senso dividersi, così come è dannoso creare inutili strumentalizzazioni”.