Il decreto Carceri è legge. Il Senato conferma la fiducia al governo sul dl con 162 sì, 39 no ed un astenuto.Proteste della Lega Nord che in sala Maccari ha esposto uno striscione con la scritta: “Il governo Renzi sta dalla parte dei criminali”. Il decreto completa il pacchetto normativo già approvato nei mesi scorsi in risposta alla ‘sentenza Torreggiani’ della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha condannato l’Italia per la situazione delle carceri. Tra le misure più importanti approvate: indennizzi ai detenuti sottoposti a trattamento inumano, stretta sulle misure cautelari, più magistrati di sorveglianza e più agenti penitenziari. Solo pochi giorni fa in Commissione giustizia l’esecutivo era stato battuto su un emendamento presentato da Nitto Palma (Forza Italia): ponendo la fiducia, la modifica al testo viene annullata.

“Non si può ritenere risolto il problema del sistema penitenziario, ma abbiamo superato la febbre. Ora ci del sono le condizioni per un intervento organico”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha replicato in aula. Secondo il responsabile di via Arenula “oggi ci sono le condizioni per una riforma organica che non si basi solo sull’emergenza. Nessun trionfalismo, ma c’è soddisfazione per il fatto che una volta a livello internazionale ci riconoscono i progressi fatti”. Attacchi invece dal Movimento 5 stelle: “Per settimane si sono gingillati con la storia di far lavorare il Senato fino a mezzanotte, sabato e domenica compresi, e oggi, il primo weekend di agosto, il governo che fa? Pone la ‘fiducia balneare’ sul decreto carceri e la maggioranza, con una modifica al calendario, se ne va al mare. Questa mattina i senatori della maggioranza erano già tutti pronti con i loro trolley per andarsene in vacanza. Il Movimento 5 Stelle non ci sta e per questo ha chiesto di mantenere il calendario così come era stato stabilito”.

Le misure approvate prevedono: rimedi risarcitori, sconti di pena o soldi ai detenuti reclusi in ‘condizioni inumane’. Per compensare la violazione della Convenzione sui diritti dell’uomo, se la pena è ancora da espiare è previsto infatti un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. A chi è già fuori andranno invece 8 euro per ogni giornata in cui si è subito il pregiudizio. La richiesta, in questo caso, va fatta entro 6 mesi dalla fine della detenzione. Da qui al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro. Stretta su carcere preventivo: divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai 3 anni. In altri termini, se il giudice ritiene che all’esito del giudizio la pena irrogata non sarà superiore ai 3 anni, per esigenze cautelari potrà applicare solo gli arresti domiciliari. La norma non vale però per i delitti a elevata pericolosità sociale (tra cui mafia e terrorismo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e maltrattamenti in famiglia) e in mancanza di un luogo idoneo per i domiciliari. Viene ribadito invece il divieto assoluto (norma già esistente) del carcere preventivo e dei domiciliari nei processi destinati a chiudersi con la sospensione condizionale della pena. Chi trasgredisce ai domiciliari, peraltro, va in carcere.

Benefici a minori a under 25: le norme di favore previste dal diritto minorile sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni (anzichè 21 come oggi). In sostanza, se un ragazzo deve espiare la pena dopo aver compiuto i 18 anni ma per un reato commesso da minorenne, l’esecuzione di pene detentive e alternative o misure cautelari sarà disciplinata dal procedimento minorile e affidata al personale dei servizi minorili fino ai 25 anni. Sempre che il giudice, pur tenendo conto delle finalità rieducative, non lo ritenga socialmente pericoloso. Domiciliari senza scorta: a meno che non prevalgano esigenze processuali o di sicurezza, l’imputato che lascia il carcere per i domiciliari vi si recherà senza accompagnamento delle forze dell’ordine. Più magistrati di sorveglianza: qualora l’organico sia scoperto di oltre il 20% dei posti, il Csm in via eccezionale (riguarda solo i vincitori del concorso bandito nel 2011) destinerà alla magistratura di sorveglianza anche i giudici di prima nomina. E’ anticipata al 31 luglio la scadenza del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Più agenti penitenziari: cresce di 204 unità l’organico della polizia penitenziaria, con un saldo finale che vedrà meno ispettori e più agenti. Giro di vite su comandi e distacchi del personale Dap presso altri ministeri o amministrazioni pubbliche, per due anni saranno vietati.