Mentre è in attesa di ricevere l’offerta di acquisto da parte della Banca Popolare di Vicenza, Carife è costretta a fare i conti con il proprio recente passato. E sono conti pesanti. Dopo l’assoluzione in appello dell’ex dg Gennaro Murolo, condannato in primo grado per truffa nei confronti dell’istituto di credito ferrarese, da oltre un anno in amministrazione straordinaria, arrivano ora altre tegole per il tetto già traballante della Cassa. Di recente il tribunale ha riconosciuto un risarcimento di ben 2 milioni di euro a un ex dirigente, esonerato dall’incarico cinque anni fa senza giusta causa. Ma non solo. Ora è la volta di Bankitalia che ha inflitto sanzioni per oltre un milione e 71mila euro nei confronti dei componenti dell’ex cda ed egli ex revisori dei conti.

L’istituto di vigilanza parla di carenze nei controlli interni, violazioni della normativa in materia di contenimento dei rischi di liquidità, posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate all’organo di vigilanza imputandole all’ex presidente Sergio Lenzi, al vicepresidente Ennio Manuzzi e ai consiglieri Simonetta Talmelli, Giuseppe Vancini, Massimo Marchetti, Paolo Govoni e Riccardo Fava. Ognuno di loro è chiamato a pagare 69mila euro. Identica multa per l’ex direttore generale Daniele Forin. Ad altri quattro componenti del cda disciolto Teodorico Nanni, Antonio Bondesani, Marco Berti e Mario Guidi (quest’ultimo presidente nazionale di Confagricoltura) – ‘rei’ di non aver rispettato il requisito patrimoniale minimo complessivo dell’istituto – vengono chiesti 104mila euro a testa.

I revisori dei conti Stefano Leardini, Marco Massellani e Andrea Malfaccini sono chiamati a versare 34.500 euro a testa per carenze di controlli e mancate comunicazioni. Ora sarà tempo di ricorsi per i diretti interessati, ma Carife è chiamata in causa come responsabile in solido. Ce n’è anche per l’amministrazione straordinaria. I commissari sono stati appena condannati dal giudice del lavoro per condotta antisindacale nei confronti di DirCredito. La vicenda è relativa alla mancata pubblicazione da parte della banca di una informativa sindacale di DirCredito, con conseguente apertura di un contenzioso legale d’urgenza che ha portato, in circa una settimana, alla condanna della banca. “Il giudice – da sapere il sindacato dei bancari – ha condiviso completamente tutte le ragioni di Dircredito e rigettato le difese della banca. La sentenza prevede la pubblicazione del comunicato sindacale che la Carife ingiustamente aveva bloccato, più la pubblicazione del dispositivo di sentenza e il pagamento di euro 8.000 di spese legali”.