La tregua è formalmente in atto, ma a Gaza si continua a sparare. Se in mattinata Hamas aveva proposto un cessate-il-fuoco umanitario di 24 ore a partire dalle 14, dalla Striscia sono continuati a partire razzi verso il territorio di Israele: 50 solo nella giornata di oggi. “Israele ha accettato cinque cessate il fuoco da quando sono iniziate le ostilità – è stata la risposta del premier israeliano Benjamin Netanyahu – Hamas li ha respinti o violati tutti. Abbiamo avuto un cessate il fuoco e lo hanno violato, ora stanno violando la loro tregua”. In serata, secondo fonti della polizia palestinese, i carri armati israeliani hanno lanciato una pesante offensiva sulle zone densamente popolate del sud della città di Gaza. I proiettili sparati dei carri armati avrebbero colpito un edificio residenziale e diversi palazzi nell’area di Tal al-Hawa, mentre le navi della marina bombardavano la costa. Una persona è morta quando quando un raid aereo ha colpito un veicolo che trasportava operai a riparare condutture di acqua danneggiate, ha riferito la Mezzaluna rossa. L’esercito israeliano non ha confermato di aver ripreso gli attacchi.

Obama a Netanyahu: “Tregua immediata e incondizionata”
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il premier israeliano, hanno avuto un colloquio telefonico nel quale Obama ha sottolineato la necessità di “un cessate-il-fuoco umanitario immediato e incondizionato“. Lo riferisce una nota della Casa Bianca. Obama si è detto preoccupato per il numero crescente di morti palestinesi e la perdita di vite israeliane e del deterioramento della situazione umanitaria a Gaza e ha condannato fortemente il lancio dei razzi da Hamas, riaffermando il diritto di Israele di difendersi.  

Le condizioni proposte da Hamas
Rimuovere il blocco della Striscia di Gaza, consentendo a persone e cose di entrare e uscire liberamente. E’ questa la condizione posta dal gruppo armato palestinese per accettare una tregua con Israele. L’organizzazione islamica chiede in particolare quattro cose: a) un corridoio marittimo che metta fine allo stop del transito delle navi; b) l’apertura del valico di Rafah “24 ore su 24, con garanzie internazionali che non sarà chiuso”; c) il permesso per chi abita nella Striscia di pregare nella moschea al-Aqsa di Gerusalemme; d) il rilascio dei prigionieri che erano stati liberati nell’ambito dell’accordo che aveva messo fine alle vicenda del sequestro di Gilad Shalit.

Netanyahu respinge proposta di Kerry
Il premier israeliano ha respinto le proposte di John Kerry per una tregua a Gaza e conferma che l’unica iniziativa valida resta quella egiziana. Lo affermano media in Israele, citando interviste del premier ad emittenti statunitensi. Sembra che il segretario di Stato Usa sia riuscito a irritare sia Israele che l’Autorità Nazionale Palestinese per il modo con il quale ha condotto la trattativa per una tregua a Gaza. A quanto scrive oggi Haaretz, i membri del gabinetto di sicurezza israeliano sono rimasti “scioccati” dalla proposta di tregua presentata da Kerry venerdì sera in quanto ignorava le richieste di Israele in materia di sicurezza e non faceva neanche menzione dell’Egitto, affidando un ruolo a Qatar e Turchia, due paesi considerati vicini ad Hamas. Anche il leader dell’Anp Mahmoud Abbas (Abu Mazen) sarebbe “furioso” con Kerry che non lo ha consultato per la sua iniziativa di pace.

La fine dell’ultimo cessate il fuoco di sabato
E’ finita sabato sera l’ultima tregua umanitaria tra Hamas e Israele. Netanyahu in un primo momento aveva accettato di prolungare “unilateralmente” il cessate il fuoco fino alla mezzanotte di oggi ora locale (le 23 in Italia), “malgrado il lancio di razzi” dalla Striscia. Hamas aveva invece rigettato il cessate il fuoco, riprendendo a lanciare razzi alle 20 di ieri (ora locale), un minuto dopo la conclusione della tregua di 12 ore, accettata da entrambe le parti, per dare qualche ora di respiro alle operazioni di soccorso dei civili nella Striscia. La scelta di Hamas, ha permesso a Netanyahu di riprendere i raid questa mattina, alla luce dei “ripetuti attacchi di razzi da parte di Hamas durante il cessate il fuoco umanitario”, ha spiegato il portavoce militare. Riprende quindi il conto dei morti. Il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qidra, calcola che complessivamente 1031 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano, e altri seimila sono stati feriti.

Sono 43 i militari israeliani uccisi
Un soldato israeliano è rimasto ucciso nella notte da un colpo di mortaio al confine con la Striscia. Salgono così a 43 i militari israeliani morti dall’inizio dell’operazione su Gaza, l’8 luglio. Sul fronte opposto, altri 13 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime ore. Ad oggi sono 1.031 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano. I feriti sono più di 6 mila.  

Papa: “Basta bambini morti”
Ricordando il centenario della “inutile strage” che è stata prima guerra mondiale, l’appello di pace di papa Francesco all’Angelus per le tre aree di crisi sullo scenario internazionale: la Striscia di Gaza, l’Iraq e l’Ucraina. “Il Signore conceda alle popolazioni e alle autorità la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace”, ha detto papa Francesco, “affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo”. Concentrandosi su Gaza, papa Francesco pensa soprattutto ai bambini, “ai quali si toglie la speranza, il futuro: bambini morti, bambini feriti, bambini orfani, bambini che giocano sui residui bellici e non sanno sorridere”. Bergoglio si è quindi rivolto alle parti in conflitto: “Questa è l’ora di fermarsi. Fermatevi per favore, ve lo chiedo con tutto il cuore”.

Fermata un’autobomba in Cisgiordania
Un’autobomba palestinese è stata neutralizzata oggi presso la colonia cisgiordana di Beitar Illit, secondo quanto riferisce la polizia israeliana. Nel veicolo di tipo Berlingo sono stati trovati un ordigno e bombole di gasIn precedenza il conducente aveva cercato di fuggire mentre uno dei soldati addetti alle ispezioni si trovava ancora con parte del corpo nel suo automezzo. Altri soldati lo hanno costretto però a fermarsi e ad arrendersi.

Francia chiede un reale cessate il fuoco e l’apertura dei negoziati
La Francia ha condannato gli attacchi e Gaza e in Israele chiedendo con urgenza “un reale cessate il fuoco e l’apertura di negoziati”. Lo ha dichiarato in un comunicato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius che sabato ha ospitato il vertice con colleghi europei, con il segretario di stato americano John Kerry e con ministri di Turchia e Qatar“Nonostante i ripetuti appelli internazionali e gli impegni dalle due parti, gli attacchi sono ricominciati a Gaza e in Israele con un insopportabile accompagnamento di morti e distruzioni”, ha aggiunto Fabius. “Niente può giustificare questi scontri sanguinosi”.