Nel quindicesimo giorno dell’offensiva di Israele contro Gaza, continua a salire il numero delle vittime (605 i morti palestinesi e 3.700 i feriti) e sembrano cercare un colpo di coda gli accordi internazionali. Il portavoce militare israeliano fa sapere che dall’inizio dell’operazione terrestre l’esercito israeliano ha detto di aver colpito 1.388 obiettivi e di aver ucciso 183 “terroristi”.  Negli ultimi raid nel nord del territorio palestinese, morto l’ennesimo bambino e tre donne, una delle quali incinta. Secondo l’Unicef, dallo scoppio del conflitto 121 minori palestinesi sono stati uccisi a Gaza; due su tre hanno meno di 12 anni. L’Onu afferma che “a Gaza non vi è letteralmente nessun posto sicuro per i civili”. 

Ban Ki-moon: “Stop ai combattimenti: parlate
“Il mio messaggio a israeliani e palestinesi è lo stesso: basta combattere, iniziate a parlare”, è l’appello del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, arrivato in Israele. Ban ha informato il primo ministro israeliano Netanyahu dei colloqui avuti con i leader arabi e palestinesi sulla possibilità di una tregua a Gaza. Il segretario generale ha condannato gli attacchi da parte di entrambi i fronti, definendo “scioccanti” i missili che continuano a venir sparati dalla Striscia, ma esortando anche Stato ebraico ad esercitare il “massimo contenimento”. Le parole di Ban, però, non hanno avuto esito, visto che in serata Hamas ha sferrato stasera un nuovo attacco sparando una selva di razzi da Gaza verso le città israeliane di Ashdod e di Ashqelon. Non si segnalano vittime.

Usa, Francia, Italia, Germania e Olanda sospendono i voli aerei per Israele
La American Airlines, la Delta Airlines, la U.S. Air e la United Airlines hanno sospeso oggi i voli da e verso Israele. Lo riferisce Haaretz. La decisione fa seguito all’avvertimento lanciato dalla Federal Aviation Authority dopo che oggi un razzo aveva colpito la cittadina di Yehud, nei pressi dell’aeroporto internazionale Ben Gurion. Stesso, identico provvedimento da parte della compagnia d’Oltralpe Air France, che non volerà su Tel Aviv “fino a nuovo ordine”, e della tedesca Lufthansa. Quest’ultima ha cancellato tutti i collegamenti con il principale scalo israeliano, l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, anche per le consociate Germanwings, Swiss Air e Austrian Airlines. “Per le prossime 36 ore abbiamo sospeso i collegamenti per la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi, anche se non ci sono state avvertimenti sulla sicurezza da parte delle autorità preposte”, ha detto un portavoce all’Ansa. Stop a tempo anche per Alitalia, che ha cancellato i voli di stasera e stanotte per Tel Aviv mentre quello di domani mattina è stato posticipato alle 19 di domani sera. E alla fine anche Klm propende per la stessa decisione: con un comunicato, la compagnia aerea olandese ha reso noto la cancellazione del volo KL461 verso l’aeroporto israeliano. Anche la compagnia aerea canadese Air Canada ha cancellato un volo per Israele e sta monitorando la situazione. Stessa decisione della greca Aegean Airlines ha cancellato i voli da Atene e Iraklio a Tel Aviv citando motivi operativi. Mentre Meridiana sospende con effetto immediato i voli per Tel Aviv, a causa dell’aumentato livello di allerta sicurezza presso l’aeroporto israeliano.

Continuano i raid: a Gaza 135mila sfollati
I raid israeliani sono proseguiti. Tra le vittime palestinesi, 8 donne, di cui una incinta. Bombe anche su campo profughi di Nuseirat. Sull’altro fronte, sale anche il numero delle vittime israeliane: 29 militari e due civili uccisi. Fonti governative egiziane fanno sapere che “sono 2230 i palestinesi che hanno attraversato il confine tra Striscia ed Egitto” da quando è  stato aperto il valico di Rafah. Fonti giornalistiche locali stimano che a Gaza gli sfollati siano 135 mila90 mila dei quali ospiti dell’Unrwa, l’ente dell’Onu per i profughi. 

Netanyahu: “Hamas come al Qaida, Isis e Boko Haram”
Nella conferenza stampa con il segretario generale dell’Onu, il premier Netanyahu è stato fermo sulle sue posizioni. “Non volevamo questa escalation. Abbiamo accettato la proposta egiziana, ma Hamas l’ha respinta”, ha detto il premier israeliano, sottolineando che la loro è un’operazione di “autodifesa“. “Hamas è come l’Isis, al Qaida e Boko Haram. Loro non vogliono una soluzione a due Stati”, ha risposto Netanyahu, “il loro problema che noi esistiamo”. Il governo di Gerusalemme ha quindi respinto la richiesta di una tregua umanitaria avanzata dall’Onu. 

Dal Cairo, la mediazione del segretario di Stato americano John Kerry
Sul fronte diplomatico al Cairo il segretario di Stato americano John Kerry, nel ribadire il sostegno all’autodifesa di Israele, ha dichiarato la disponibilità a “lavorare” sulle radici del conflitto. “Una volta che sarà raggiunto un cessate il fuoco siamo pronti a discutere sulle ragioni che hanno portato a questa crisi”. Kerry ha anche assicurato 47 milioni di dollari in aiuti umanitari ai civili di Gaza. 

Spari sulla sede di Al Jazeera a Gaza
Due colpi di avvertimento sono stati esplosi nel pomeriggiodalle forze armate israeliane contro l’ufficio di Al Jazeera a Gaza. Lo fa sapere la stessa emittente, precisando che l’esercito ha confermato di avere sparato e che nell’edificio ci sono anche alloggi residenziali. Pronta la risposta di Israele: “Non prendiamo di mira i giornalisti“. 

Patriarca di Gerusalemme: “A Gaza è massacro”
“Quello che sta succedendo è un inutile massacro“. Sono parole molto dure quelle di Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme. Secondo Sabbah, “l’unica via per uscire dalla spirale della violenza è affrontare la questione di fondo, cioè l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi. Ci sarà pace e sicurezza solo quando Israele riconoscerà la libertà e la sovranità dello Stato palestinese”. Ma per arrivare a questo risultato, continua il patriarca, “dovremo aspettare una nuova generazione di capi israeliani. Gli attuali leader credono solo nella forza militare”. 

Amnesty: “Il bombardamento dell’ospedale è l’ennesimo crimine di guerra di Israele” 
“Quello contro l’ospedale Al-Aqsa è l’ultimo di una serie di attacchi alle strutture mediche di Gaza”, ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. Il bombardamento dell’ospedale si aggiunge all’elenco dei possibili crimini di guerra che richiedono, secondo Amnesty International, un’urgente indagine internazionale indipendente:  “Prendere di mira strutture mediche è sempre ingiustificabile. Questi attacchi sottolineano la necessità che l’Onu disponga una rapida e imparziale indagine internazionale”.

Roma, Parigi, Berlino: “No all’antisemitismo”
In una dichiarazione scritta congiunta i ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania, hanno condannato i recenti episodi di antisemitismo avvenuti in occasione delle manifestazioni anti-israeliane e pro-palestinesi che si sono tenute nei giorni scorsi in diversi Paesi europei. “Niente, compreso il drammatico confronto militare in corso a Gaza” giustifica “l’ostilità nei confronti degli ebrei”, sottolineano i ministri, “La persecuzione antisemita e le aggressioni alle sinagoghe non devono trovare posto nelle nostre società in Europa”.