“Caro Berlusconi, non la capisco più”. Il senatore dissidente del Pd Massimo Mucchetti pubblica oggi sul suo blog una lettera aperta all’ex premier su riforma elettorale e riforma costituzionale. “Nel 1994 – sostiene in sintesi Mucchetti – lei rifiutò l’accomodamento con la politica, che le veniva suggerito da Fedele Confalonieri e da altri uomini della Fininvest, e fondò un partito al duplice scopo di dare voce all’Italia del Caf (Craxi, Andreotti, Forlani), decapitata da Mani Pulite, e di avere così anche uno scudo per le sue aziende minacciate dai “comunisti”. Dimostrò realismo e coraggio ed ebbe successo. Adesso, avvocati e uomini di Mediaset le suggeriscono ancora l’appeasement con il governo, prospettandole la grazia del Quirinale come rimedio alla condanna e la benevolenza di palazzo Chigi nel settore televisivo. Ma è sicuro che si tratti di consigli utili?”.

“Berlusconi si illude sulla tenuta del patto del Nazareno che aveva lo scopo di assicurare ai due contraenti il monopolio del governo e dell’opposizione – aggiunge l’ex vicedirettore del Corriere della Sera – Ma Renzi non è un uomo d’affari che fonda la propria reputazione sulla parola data”. Per Mucchetti “il premier, come dimostra il suo rapporto con Enrico Letta, fonda la reputazione vincente sull’utilità delle scelte e perciò segue la politica del carciofo: oggi la riforma del Senato come la vuole lui; domani l’accordo con Bersani, Alfano e Calderoli sulla legge elettorale scaricando Forza Italia allo scopo di avere il duplice vantaggio di ricompattare la sinistra e garantire la sopravvivenza di un centro-destra plurale, e cioè diviso e debole, anziché monopolizzato da Forza Italia”.

La lettera aperta si conclude con un accenno a Denis Verdini e ai suoi processi sul crac del Credito Cooperativo Fiorentino e su altro, processi nei quali lo Stato potrebbe avere un ruolo cruciale come parte civile per far pendere la bilancia dal lato dell’accusa o da quello della difesa: “E’ sicuro Berlusconi che il suo amico Verdini spinga tanto nell’accomodamento con Renzi, avendo lui un interesse personale assai più concreto di quello del leader di Forza Italia?”. Quanto alla grazia presidenziale, il senatore Mucchetti fa presente che, “con i processi in corso a Milano, Bari e Napoli, Berlusconi rischia di avere bisogno non di una grazia, ma di tre o quattro grazie, troppe per qualsiasi presidente”.