Quarto giorno di offensiva contro Gaza: cento morti dall’inizio dei raid. La situazione non si sblocca e lo scontro in corso non sembra destinato ad allentarsi. Ad essere minacciato oggi dai razzi di Hamas è stato l’aeroporto Ben Gurion, lo scalo internazionale di Tel Aviv. La fazione islamica ha consigliato alle compagnie aeree di fermare i voli. Israele è apparso determinato a proseguire nel suo intervento sulla Striscia: nonostante la preoccupazione espressa ieri del presidente Usa Barack Obama per l’escalation, il premier Benyamin Netanyahu ha ammonito che ”nessuna pressione internazionale impedirà ad Israele di agire contro i terroristi”. Ed ha ribadito che un’azione di terra è possibile e che l’esercito è pronto anche a questa opzione. ”Soppesiamo tutto, ci prepariamo a tutto”, ha dichiarato Netanyahu che ha anche addossato alla fazione islamica la responsabilità delle vittime visto che “si nasconde dietro la gente”. Ma gli analisti non sembrano essere d’accordo sull’eventualità di un’azione di terra in grande stile con i carri armati. “Meglio concentrarsi sui raid aerei o, meglio, prendere in considerazione operazioni speciali per colpire la leadership di Hamas”, ha detto all’Ansa, Benedetta Berti dell’Inss. Altri sostengono che se avvenisse uno sconfinamento nel territorio di Gaza, questo sarebbe limitato a pochi chilometri e mirerebbe alla “pulizia” dei tunnel.

Da Gaza, Hamas ha annunciato di “essere pronta a combattere per mesi” assicurando che sta “scrivendo una nuova paginà” che “il nemico dovrà sottoscrivere”. Sul possibile ingresso nella Striscia ha ammonito: se Israele lo facesse “noi siamo già pronti ad uccidere o a rapire i suoi soldati”, ha detto all’Ansa il portavoce dell’organizzazione Fawzi Barhum. ”Israele ha preso una decisione stupida e ridicola quando ha avviato questa guerra, senza prevederne le conseguenze. Hamas non si arrenderà, farà anzi pagare ad Israele appieno il prezzo della sua scelta”. I raid (se ne contano oramai molti più di 1000, 160 solo dalla mezzanotte di ieri) ripetutisi anche oggi hanno provocato oltre 100 vittime a Gaza, oltre ad un elevato numero di feriti. La situazione nella Striscia, dove le case, le infrastrutture e gli edifici pubblici sono stati fortemente danneggiati, è pesantissima. Dopo l’apertura di ieri del valico di Rafah per far passare i feriti, oggi è stato richiuso dalle autorità egiziane. E non si entra e non si esce.

Su Israele, in particolare al sud e nella zona centrale del paese oramai sotto costante minaccia, anche oggi sono arrivati i razzi: 77, ha riferito il portavoce militare sottolineando che Hamas li “nasconde nelle scuole”. C’è stato anche un razzo sparato dal Libano su nord di Israele, ma Hezbollah ma negato ogni suo coinvolgimento. A Tel Aviv le sirene di allarme sono risuonate per due volte (la seconda in serata) e alcuni detriti dei razzi intercettati sono caduti in alcuni quartieri. Ad Ashdod sul litorale prossimo a Gaza sette persone sono rimaste ferite quando un razzo ha centrato una stazione di benzina. Due soldati sono stati feriti anche loro da un missile.

La diplomazia internazionale che ieri si è mossa in grande stile, oggi è sembrata meno attiva. “Da giorni – ha però detto il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini – assistiamo ad attacchi indiscriminati su aree civili. È inaccettabile la minaccia che Hamas pone alla sicurezza di Israele, con il costante lancio di razzi su obiettivi civili. Ed è ogni giorno più pesante e intollerabile il bilancio delle vittime palestinesi”. Bisogna “tornare subito – ha aggiunto – al cessate il fuoco”. A questo proposito la tv di stato israeliana ha rivelato che il leader politico di Hamas Khaled Meshal, che vive nel Qatar, starebbe lavorando, in contrasto con i dirigenti dell’organizzazione nella Striscia – ad un cessate il fuoco.