Massimo Giuseppe Bossetti, presunto assassino di Yara Gambirasio, martedì 8 luglio sarà ascoltato dai pm. Sarebbe la prima volta che l’uomo parla con il magistrato inquirente, dal momento che per due volte si era avvalso della facoltà di non rispondere, confrontandosi solo col gip per la convalida del fermo. Il muratore, in carcere dal 16 giugno, ha sempre ribadito di voler dimostrare la propria innocenza e intende farlo anche martedì davanti ai pm. La conferma dell’interrogatorio arriva da uno dei suoi avvocati, Claudio Salvagni, che spiega come sia stato lo stesso Bossetti a chiedere di poter “dimostrare la propria estraneità nel delitto di Yara Gambirasio”. Secondo Salvagni dietro a questa richiesta non vi sarebbe “nessuna ipotesi, peraltro prematura, di voler procedere con il rito abbreviato, ma solo la volontà di far emergere la verità”. Bossetti, spiega il suo difensore, “vuole fornire indicazioni a suo discarico. Si tratta di un caso molto complesso -prosegue il legale – che non può basarsi unicamente sulle prove del dna. Certo -osserva- è una prova importante ma non assoluta”.

In carcere Bossetti è molto provato, spiega il suo legale, “e certamente il fatto di essere in isolamento non lo aiuta. Tuttavia è abbastanza sereno e convinto ad andare avanti per questa strada, alla ricerca della verità che lo potrà scagionare da ogni accusa. In situazioni del genere, chiunque, a questo punto sarebbe crollato e avrebbe confessato ma lui, -conclude Salvagni- non può confessare un delitto che non ha commesso”.

Ieri il muratore ha nuovamente incontrato i suoi legali, Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni. Le prove a suo carico sono, soprattutto, il ritrovamento del suo dna sugli slip e i leggins della ragazza e una serie di circostanze su cui gli investigatori stanno compiendo accertamenti: la sua utenza telefonica, per esempio, agganciò la stessa cella di quello di Yara il pomeriggio del 26 novembre 2101 quando la ragazza sparì per essere ritrovata uccisa. La Procura è ancora in attesa dei risultati di altre consulenze: tra queste quella sui peli trovati sulla ragazza, sia umani, sia animali; in questo caso non sarebbero state trovate tracce di Bossetti anche se i consulenti dell’Università di Pavia non hanno ancora concluso il loro lavoro.