Il Mondiale fa già le sue prime vittime, soprattutto in panchina. Ne sa qualcosa Cesare Prandelli, che a poche ore dalla sconfitta con l’Uruguay si è presentato in conferenza stampa per dare le sue dimissioni “irrevocabili”. La sua decisione è stata seguita anche da altri, in primis Alberto Zaccheroni, vecchia conoscenza del calcio italiano. Il ct del Giappone, dopo la rovinosa sconfitta per 4-1 con la Colombia, ha fatto un passo indietro, lasciando la panchina nipponica vacante. “Ci tenevo molto ad arrivare agli ottavi – ha ammesso il tecnico emiliano – e sono molto deluso per l’eliminazione. Ho scelto io la squadra e il modulo con cui giocare. Mi assumo tutte le responsabilità“. La sua squadra, infatti, in tre gare ha collezionato un solo punto (0-0 con la Grecia). 

Delusione anche per Sabri Lamouchi, commissario tecnico della Costa d’avorio, nonché ex giocatore di Parma, Inter e Genoa, che dopo il ko rimediato con la Grecia con un rigore contro al 92′ minuto, ha dichiarato: “Il mio contratto con la nazionale finisce qui e non ci sarà seguito. Il perché è presto detto, non siamo riusciti a ottenere risultati né in Coppa d’Africa, né in Coppa del Mondo“. Altra sconfitta, altro commissario tecnico che salta: Carlos Queiroz, tecnico dell’Iran, subito dopo la sconfitta nell’ultima gara del girone contro la Bosnia-Erzegovina ha lasciato la panchina. Tra i motivi dell’addio il fatto di non aver ricevuto alcuna offerta dalla Federazione iraniana per continuare il rapporto di lavoro: “E’ stato un onore lavorare per l’Iran, – ha dichiarato – ma dopo aver trascorso gli ultimi 11 mesi senza sentire nulla, sono stato costretto a prendere una decisione”, ha concluso il tecnico 61enne in carica dal 2011.

Ultimo in ordine di tempo a rassegnare le dimissioni è stato il ct dell’Honduras Luis Fernando Suárez, che dopo l’eliminazione dei “catrachos” dal mondiale ha ammesso: “Sono triste per non essere riuscito. Ho preso la decisione di lasciare”. Suárez aveva assunto l’incarico a marzo 2011, portando i centroamericani al terzo mondiale della loro storia. Se in Brasile le panchine continuano a saltare, c’è anche chi, nonostante le brucianti sconfitte, ha deciso di restare. E’ il caso del ct dell’Inghilterra Roy Hodgson, che nonostante il flop della sua squadra, che ha guadagnato un solo punto in tre partite, non ha intenzione di lasciare la panchina, anche se un po’ ‘traballante’. Stesso discorso per il tecnico campione del mondo in carica, Vicente Del Bosque, che nonostante il flop della Spagna, rispetterà il termine del suo contratto, previsto per il 2016.