“Imbrattare i muri del Museo per la Memoria di Ustica è delinquenza politica”. Nel giorno della presentazione a Bologna della rassegna culturale Il Giardino della memoria, proprio dal Parco della Zucca davanti ai resti del DC9 su cui perirono 81 persone il 27 giugno del 1980, è il presidente del Quartiere Navile, Daniele Ara, a lamentare l’ennesimo atto di vandalismo di origine anarchica. Sono ancora un paio le scritte sui muri che affiancano l’entrata della struttura nata nel 2006 per volere di Daria Bonfietti e dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica: “Sabotare la città dei padroni”, “Grazie per il cemento e la miseria – No Metropoli”. “Sono un gruppo di pseudo anarchici, si e no una trentina che imperversano nell’intero quartiere e da alcuni mesi anche qui”, spiega Ara, “per quattro volte le scritte sono state cancellate da una cooperativa che il Comune usa per le pulizie, poi abbiamo tolto anche qualche scritta sui muri esterni al giardino, ma è un’attività che non si ferma”. Una sola, invece, la scritta che riguarda la strage di Ustica, “Vogliamo la verità su Ustica – Stato Fascista”, che oltretutto sta dalla parte di chi ha sofferto silenzi e depistaggi in 30 anni di indagini.

“Non scrivetelo sul muro del Museo però, ve lo chiedo per favore”, continua Ara, “venite a viso scoperto, parliamo e facciamo insieme una battaglia politica. Il parco della Zucca e il Museo non possono diventare terreno di conflitto contro quella che viene definita dai contestatori la degenerazione urbana”. Il Museo della Memoria pare quindi essere finito nella lista dei luoghi simbolo di un quartiere a guida Pd fin dal dopoguerra che negli ultimi anni ha però rivoluzionato l’assetto urbanistico con nuove abitazioni perlopiù private e cantieri Tav: “Da questi atti vandalici antagonisti hanno preso le distanze perfino i centri sociali classici come il Crash e l’XM24 che è a 500 metri da qui”.

L’ira del presidente del quartiere Navile fa da contrappunto alla presentazione del programma de Il Giardino della Memoria che porterà dal 27 giugno al 10 agosto 2014 sei spettacoli teatrali e un concerto di musica classica. Si partirà proprio dalle note del “Rendez-vous” del compositore francese Franck Krawczyk, noto per aver collaborato tra gli altri con Peter Brook, la sera del 27 giugno, nelle stesse ore in cui nello stesso giorno di 34 anni fa l’aereo Itavia partito da Bologna con direzione Palermo scomparve dai radar dell’aeronautica italiana. Il 3 luglio alle 21.30 è in scena in prima nazionale Sonia Bergamasco con Salmo della Gioventù, poi ancora altri tre appuntamenti teatrali il 10,24 e 29 luglio, e la prima italiana per il “Verso Medea” dell’attrice e regista siciliana Emma Dante il 31. Il 26-27 giugno, infine, all’Istituto storico Parri di Bologna verrà installato un temporaneo punto d’ascolto dove si raccoglieranno sia stralci di testimonianze di quella tragica sera tra parenti, funzionari Itavia e giornalisti che raccontarono per primi il dramma del DC-9; sia la possibilità di raccontare il proprio ricordo per chi in quelle ore e in quei giorni volle tacere: “Lanciamo quest’idea per chi in quei giorni non ‘poteva’ o ‘voleva’ parlare e oggi invece può”, afferma Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime di Ustica, “Non potranno più avere valore giuridico, ma storico sì”. “Vogliamo usare il linguaggio artistico dell’oggi per parlare di memoria delle stragi di stato”, spiega Alberto Ronchi, assessore alla cultura del comune di Bologna. Una precisazione che è anche motivo di rilancio con “una nuova convenzione” per l’attività di un museo, come quello della memoria di Ustica al Parco della Zucca, con circa 11mila visitatori l’anno, aperto tre giorni alla settimana, e contenente la carlinga dell’aereo maledetto.