“Troppa carne al fuoco”, “Le riforme devono essere ragionate e di lungo periodo”. Sono il primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, e il pg  Gianfranco Ciani, che avvertono Matteo Renzi, che ha impresso una marcia a tappe per le riforme, di non correre troppo. I rischi di “fragilità” sono dietro l’angolo. 

“Non so cosa si nasconda dietro la riforma della giustizia sbandierata dal governo Renzi e non ho niente contro chi propone il cambiamento radicale, ma se determinazione e rapidità sono essenziali possono anche essere fragili – sottolinea Santacroce (a sinistra nella foto) – . Da anni il tema giustizia è vissuto in Italia come uno scontro di poteri, mentre si parla poco di ciò che non si fa. Sia la maggioranza che l’opposizione hanno mostrato completo disinteresse per il funzionamento della macchina giudiziaria, è mancato l’accordo per costruire le riforme e dalla politica sono arrivate spesso ricette di comodo. Anche nell’ultimo ventennio c’è stata una volontà riformatrice solo apparente, mentre non c’era il reale spazio di intervento” rimarca il presidente della Cassazione che è anche tornato a chiedere interventi per rendere più “efficiente e celere” la giustizia italiana a cominciare da quella civile.

Santacroce sostiene la necessità di dare impulso a procedure alternative quali l’arbitrato e la mediazione per “una drastica riduzione del ricorso al giudice”. E lancia un appello per una “ristrutturazione della Cassazione affinché diventi una vera e propria Corte suprema e non un terzo grado di giudizio”: per far questo “va ridotta la possibilità di ricorso, serve un filtro adeguato per permettere alla Cassazione di occuparsi solo della tutela dei diritti fondamentali” di questioni di reale importanza.

Sulle pensioni dei magistrati serve “un intervento graduale” o c’è il rischio di “effetti devastanti”; Santacroce si dice “favorevole” in linea di principio a un intervento che abbassi l’età pensionabile. “Per arrivare ad una soluzione – ha detto – abbandonando l’idea di una drastica e immediata applicazione dei 70 anni e andando verso uno scivolo”. Santacroce ha anche indicato “il 2017 come termine più congruo” per partire.

“Le riforme devono essere ragionate e di lungo periodo: non bisogna andare dietro alle contingenze, non risolve i problemi” afferma il procuratore generale della Cassazione (a destra) nel suo intervento a un convegno sulla giustizia. “Sì sono favorevole. Il sistema attuale di nomina dei componenti del Csm desta qualche perplessità per i noti problemi di correntismo e corporativismo che io stesso ho più volte denunciato. Ma non credo che si possa prospettare un intervento nell’immediato”. Forse si è messa troppa carne al fuoco riforma del civile, del fisco, della Pa: la fretta non sempre è buona consigliera”.