“Sel è viva e gioca la sua partita, nessun reciti un de profundis”. Lo sottolinea Nichi Vendola all’assemblea nazionale di Sinistra, Ecologia e Libertà a Roma, nel giorno in cui si vociferava di possibile spaccature nel partito. “C’è uno spazio politico enorme, con Beppe Grillo che sceglie la destra e coloro che non si riconoscono nel Pd di Matteo Renzi“, aggiunge il segretario nazionale. La sua relazione, dopo ore di dibattito, è stata votata a maggioranza. La linea politica è doppia: Aperture al Pd di Renzi su cose concrete, soprattutto se abbandona il suo alleato scomodo, l’Ncd di Angelino Alfano, e chiude le porte alle politiche di austerità. E un percorso con l’Altra Europa con Tsipras che va avanti. Sel al bivio sceglie entrambe le strade: “Nessuna esclude l’altra” risponde Vendola. Non manca però il dissenso interno. Tra i critici c’è il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore che pur non presentando una relazione alternativa, decide di astenersi al voto. E’ contrario anche il deputato Claudio Fava: “Questa è una posizione reticente, una relazione ambigua che sceglie di non scegliere”. E poi aggiunge: “Non serve contrastare il renzismo come il berlusconismo, serve ragionare come una sinistra di governo”  di Irene Buscemi