“E’ stata una frase infelice”. Con queste parole il vice-presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani (Fi) replica alle accuse sulle promesse fatte in campagna elettorale, in merito a “segnalazioni” per posti di lavoro. L’opposizione di centro-sinistra, appoggiata dal M5S, ha chiesto un passo indietro dell’assessore alla Salute Mario Mantovani (Forza Italia), anche per “non essere intervenuto tempestivamente nel rimuovere i soggetti inquisiti” nell’ambito del filone sanitario dell’inchiesta Expo, ma la mozione di censura è stata respinta (45 voti contrari e 29 favorevoli). In aula, il governatore Roberto Maroni ha annunciato le linee guida per la riforma della sanità lombarda: “Il testo sarà pronto entro fine giugno”. E dopo le numerose inchieste sulla sanità lombarda, il presidente della Regione ha replicato all’opposizione che chiedeva “discontinuità”: “I direttori generali li nomino io. Non voglio delegare responsabilità mie, ad altri”. Ma la poltrona di Mantovani continua a scricchiolare: Maroni ha infatti auspicato l’accorpamento tra l’assessorato alla Sanità e alla Solidarietà Sociale”, e non ha escluso un rimpasto di giunta  di Francesca Martelli