Tutto è cominciato con le liti in casa. Il Movimento 5 stelle si prende Livorno al ballottaggio con una conquista improvvisata. Non ci credevano nemmeno loro che la roccaforte rossa sarebbe crollata dopo un semplice ballottaggio. Erano i primi di aprile e i grillini toscani si tiravano gli stracci tanto che qualcuno aveva ipotizzato una scissione: Filippo Nogarin, oggi il sindaco che ha vinto su un’intera tradizione di sinistra, fu scelto dalla rete, ma qualcuno in consiglio comunale diffuse la voce che era già stato scelto da Grillo e Casaleggio a tavolino. Voci di corridoio talmente forti da far chiedere spiegazioni ufficiali da una parte degli attivisti. “E’ vero”, ammette Nogarin, la nostra avventura in vista delle elezioni amministrative non è partita nel migliore dei modi. La continua dialettica interna può creare problemi ma è anche la nostra vera forza. Ora tutto si è risolto e siamo pronti per rilanciare la città. Siamo pronti, l’Italia ci osserva”.

Loro, dicono, sono pronti. Nogarin è il nuovo Federico Pizzarotti. Terzo sindaco di capoluogo di provincia, volto di punta che segna il rinnovamento. A Livorno come a Parma gioca l’effetto sorpresa e l’attenzione è tutta per il futuro. Le ultime due settimane di campagna elettorale hanno visto toni dimessi e ricerca di consenso pacato. Pochi portavoce nazionali, nessun riferimento alla probabile alleanza dell’M5S con l’indipendentista Farage in Europa (decisione capace di allontanare molti voti di sinistra) e soprattutto il silenzio di Beppe Grillo. Il leader si è visto poco prima delle Europee, quando fece il comizio davanti alla Lucchini e fu pure contestato da qualcuno. Prima del ballottaggio nessun comizio, ma era stato programmato così dall’alto. Beppe Grillo stamani lo ha chiamato per congratularsi. E per presentare il conto di una scommessa vinta: “Mi devi 50 euro” avrebbe detto il comico.

Ora gli annunci, come al solito tanti, che alzano il livello delle attese. L’obiettivo è la rottura. A Livorno, così come a Parma (almeno all’inizio) si bloccano le opere del Pd, prima fra tutte quella del nuovo ospedale. Uno dei punti cardine dell’amministrazione Cosimi è stato il progetto del nuovo ospedale da realizzare in zona Montenero. Nel 2010 il referendum per chiederne lo stop non raggiunse il quorum. L’amministrazione pentastellata adesso tira il freno e rilancia: “Siamo assolutamente contrari al progetto, vogliamo trovare una via d’uscita per questa follia. Le penali da pagare? Saranno assai inferiori ai costi allucinanti da sostenere per realizzare l’intera operazione”. Parole già sentite a Parma dove Grillo prometteva sfracelli piuttosto che far partire l’inceneritore, poi l’impianto è partito e Pizzarotti rischia l’ostracismo dai 5 stelle un giorno sì e un giorno no.

Nogarin – che si dichiara sindaco “a tempo determinato” – ha anche dichiarato che effettuerà “un taglio simbolico” alla propria indennità (il candidato del Pd Ruggeri sarebbe stato disposto a tagliarsi il 16%, tasso pari al livello di disoccupazione cittadino). La “forbice” del nuovo sindaco andrà però a colpire soprattutto “i vertici delle società partecipate”. Poi il capitolo “macchina” comunale: “Il personale dell’amministrazione ha potenzialità straordinarie. Spesso queste eccellenze non sono riuscite a esprimersi nel miglior modo possibile: faremo il massimo affinchè ciò possa iniziare a avvenire”.

Il mandato del sindaco M5s si apre in uno scenario di disoccupazione (il tasso tra i più elevati della Toscana) che renderà tutto ancora più difficile. “L’obiettivo principale su cui ci concentreremo è il lavoro”, continua Nogarin. “L’aspetto occupazionale sarà al centro delle nostre attenzioni: non sarà facile ma Livorno ha tutte le potenzialità per ripartire”. Il 43enne grillino dice che questa è la priorità su cui inizierà a lavorare la sua amministrazione pentastellata (una novantina i curriculum già arrivati per sostenere il colloquio da assessore). Tutto ruoterà intorno al capitolo occupazione: “Cercheremo di attrarre fondi europei e soggetti interessati a investire sul nostro territorio”. L’ingegnere aerospaziale punterà molto anche sulla riqualificazione urbana: “Livorno ha tutte le carte in regola per diventare una meta di turismo internazionale”. Uno degli aspetti più “caldi” è quello relativo all’emergenza abitativa: “Effettueremo un attento censimento del patrimonio Erp”. Tra gli obiettivi anche quello della riduzione della pressione fiscale: “Soprattutto per quanto riguarda la prima casa”. Un altro settore fondamentale per il rilancio di Livorno è ovviamente il porto: “Puntiamo molto sia sullo sviluppo dei traffici commerciali che sulle crociere”. E poi la chiusa: “Troppe rendite di posizione”. Insomma, una conquista improvvisata, la vittoria e ora la parte più difficile: amministrare la città.