Nella primavera del 2012 “andai a trovare Annamaria Cancellieri al ministero e le chiesi se conosceva questa grande impresa veneta”. La Maltauro. “E lei mi disse che era un’ottima impresa, che era un’ottima famiglia”. Lo racconta il 12 maggio ai pm che indagano sul caso Expo Gianstefano Frigerio, ex parlamentare Dc e Fi, tra gli arrestati lo scorso 8 maggio nell’inchiesta milanese sulla presunta “cupola degli appalti”. Lo scrive oggi il quotidiano “La Repubblica”. Una nuova ombra che si allunga sull’ex ministro dell’Interno, già finita nell’occhio del ciclone nei mesi scorsi per  l’imbarazzante amicizia con la famiglia Ligresti.

 Il 12 maggio, nel carcere milanese di Opera, Frigerio ha cominciato a ricostruire la sua versione di fronte al Gip di Milano, Fabio Antezza: “Nel 2012 – ha raccontato l’ex forzista secondo Repubblica – mi telefonò Annamaria Cancellieri, che allora era ministro dell’Interno del governo Monti, e che io conoscevo bene perché quarant’anni, o forse trent’anni p’rima, io ero segretario Dc  a Milano e lei vice prefetto. Mi telefonò lei per dirmi che avevo scritto un libro molto bello. Non ricordo più quale fosse”. Poi Frigerio racconta del Viminale. “Tornato dalle vacanze, era la primavera del 2012, andai a trovarla al ministero e lì chiesi alla Cancellieri se conosceva questa grande impresa veneta, perché sapevo che era stata prefetto anche a Vicenza. E lei mi disse che era un’ottima impresa, che era un’ottima famiglia”. Parlava dei Maltauro, il cui esponente di maggior spicco, il costruttore Enrico, che davanti agli inquirenti ha confermato l’esistenza del sistema tangentizio e quantificato le richieste della “cupola” in un milione 200 mila euro, di cui 600 mila euro versati e gli altri 600 mila promessi.

 Ma l’ex segretario regionale della Dc lombarda traccia uno scenario a tinte fosche anche della politica attuale. Solo poche settimane fa, durante il passaggio di una bustarella dalle mani di Maltauro “con 20 mila euro all’interno di un giornale” all’albergo Palace di Milano, Frigerio ricorda che “lì di fianco” c’era anche Roberto Maroni, governato della Lombardia, che lo avrebbe trattato con molta confidenza: “Vienimi a trovare”, avrebbe detto l’esponente leghista. Frase, tuttavia, che sarebbe stata “solo di circostanza”. Ma i rapporti di Frigerio con la classe dirigente sono trasversali, non conoscono colore politico. “Ho fatto un incontro l’altra settimana con il sottosegretario del governo Renzi, Reggi”, continua ancora l’ex Fi al quale il sottosegretario alla Pubblica Istruzione voleva “sollecitargli un problema grave”. 

Ottimi i rapporti anche con il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. “Un politico”, secondo Frigerio “che io conoscevo bene, eravamo parlamentari fino al 2006”. Di pochi mesi fa l’ultimo incontro tra i due: nel 2013 i due si sono visti “tre o quattro volte. Poi magari quando c’erano i convegni a Roma, che c’è il ministro, solitamente si fa la claque per i ministri giovani”.