Prima conferenza stampa ‘brasiliana’, solito ottimismo da casa Italia. Mancano otto giorni al debutto della nazionale contro l’Inghilterra e per la spedizione azzurra, arrivata oggi nel resort di Mangaratiba, iniziano i rituali di ogni ritiro. Primo fra tutti, la conferenza stampa giornaliera. Ad inaugurare l’appuntamento è stato il ct Cesare Prandelli. Che è sereno per quanto riguarda l’andamento della fase a gironi. “Le prime impressioni sono buone, il campo d’allenamento è ottimo. Le condizioni sono ideali per iniziare bene il Mondiale. Il mio stato d’animo è di grande ottimismo“, ha detto il ct. Sul sistema di gioco non si è sbilanciato ma ha centrato il discorso sul concetto di gruppo: “Non avete capito come abbiamo intenzione di giocare? E’ un buon segno. Non vogliamo far capire nulla a nessuno. Si giocherà su equilibri sottili, stiamo provando con un giocatore in più a centrocampo ma non abbiamo ancora deciso nulla. Fondamentale sarà vedere una squadra capce di cambiare e di osare, non siamo in grado di fare la partita basandoci sulle individualità, dobbiamo puntare sul gruppo, sull’organizzazione”.

Prima del debutto con l’Inghilterra, il 14, l’Italia giocherà l’ultima amichevole l’8 giugno con la Fluminense. “Abbiamo programmato questa partita per avere impatto con il paese, abbiamo bisogno di uno shock come fu l’anno scorso con Haiti. E poi sono convinto che nelle difficoltà si riesce a vedere meglio dove bisogna andare a lavorare”, ha detto Prandelli che poi ha analizzato il test terminato 1-1 col Lussemburgo a Perugia: “Ci sono dei particolari da correggere ma per un’ora la squadra non ha sofferto, ha recuperato palla, ha creato quattro palle gol nitide. Poi, con l’ingresso di Cassano al posto di un centrocampista, la squadra si è squilibrata e abbiamo avuto delle difficoltà. Su questo dobbiamo lavorare. Aldilà delle critiche devo dire che le cose che avevamo chiesto sono state eseguite”.

Su Balotelli il ct ha commentato: “Mi aspetto la continuità che sta avendo in questi giorni, all’attenzione nei particolari. Se tutti riuscissero ad avere questo continuità potremmo essere più forti. Bisogna pensare di essere parte di qualcosa, di un gruppo, nessuno, nemmeno lui, deve pensare di risolvere i problemi da solo”. E poi sul resto della rosa: “I giovani sono garanzia di entusiasmo e di esuberanza, e poi sono ragazzi interessanti e un po’ incoscienti, che non è certo male. Ad esempio Darmian che è arrivato in sordina ma che pian piano ha convinto tutti. Sono state scelte difficili ma abbiamo ringiovanito la squadra. Come stiamo? In questa fase ci sono dei giocatori che stanno molto bene, soprattutto i giovani, mentre altri, come i quattro difensori centrali, hanno qualche acciacco, per questo la decisione di portare anche Ranocchia. Idem Mirante, portato per i problemini di Perin e Sirigu. Dopo la partità contro la Fluminense lavoreremo di più sulla reattività per migliorare questo aspetto”.

La chiusura di Prandelli è dedicata alla missione della Nazionale: ” La storia insegna che la Nazionale ha sempre dato risposte caratteriali importanti, soprattutto nelle difficoltà. Vogliamo far riavvicinare la gente, ridare entusiasmo e farli tifare per la maglia azzurra. Soprattutto in un momento difficile per il paese in cui spesso si va al ‘tutti contro tutti’. Abbiamo una responsabilità in più, andare in campo con l’obiettivo di far divertire la gente e renderli orgogliosi di questa squadra, far sì che gli italiani mantengano sempre la speranza. Stiamo lavorando per questo”. E all’obiettivo: “Primo obiettivo in assoluto è passare il turno. Poi vediamo. Dobbiamo farci trovare tutti pronti per qualsiasi eventualità, compreso andare fino in fondo”.