“Per una corretta ed efficace ridefinizione del piano industriale, sarebbe molto utile conoscere dal Parlamento e dall’azionista qual è il modello di servizio pubblico cui si vuole tendere e il perimetro dello stesso”. Ha dichiarato ieri il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola in Commissione di Vigilanza. “I 150 milioni del taglio sono la metà del patrimonio netto della Rai, che ammonta a 298 milioni di euro. Ne avessimo 700 milioni non sarebbe un problema. Quindi, questo taglio è un’enormità”. “Già a partire dal settembre 2014 si determinerebbe una perdita quantificabile in 162 milioni di euro. L’unica soluzione percorribile – afferma – per fronteggiare la riduzione di questi 150 milioni di euro degli introiti da canone è cedere una quota di minoranza di Raiway”. E ancora: “Si parla di compensi, ma si può intervenire solo su contratti scaduti, a meno che non si voglia incorrere in ricorsi”. Lo ha fatto notare ieri la presidente della Rai Anna Maria Tarantola nel corso dell’audizione in Vigilanza della Camera rispondendo alle domande dei commissari. Una occasione nella quale ha anche posto l’accento sui risparmi messi a punto in un anno per un ammontare di 85 milioni. “Risparmi” – ha detto – “che hanno lasciato sbalorditi i colleghi della Bbc. Un’azienda che è 100 mila volte meglio di noi, un mito, ma che, come noi, ha il problema dei compensi e numerose critiche. Anche loro” – ha continuato – “hanno pochi conduttori con un compenso levato, ma con la forza di attrarre audience”  di Gisella Ruccia