Rispetto ai fasti di un tempo è stata una Festa della Repubblica più “sobria”, ma a differenza del 2013 è stato concesso qualche “spreco” in più. Sono infatti tornate a volare le tanto amate Frecce Tricolori che hanno colorato il cielo di Roma con scie verdi, rosse e bianche (guarda). Ma il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha assicurato che l’esibizione dei 9 jet sarà pagata dagli sponsor, Fastweb in primis. Anche i Corazzieri, che lo scorso anno sfilarono a piedi, sono saltati nuovamente in sella ai loro destrieri per rendere omaggio al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che dopo aver deposto la corona di fiori all’Altare della Patria in onore del Milite Ignoto è arrivato ai Fori Imperiali per assistere alla consueta parata militare. Ad accompagnare il presidente della Repubblica c’erano il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Binelli MantelliPresente alle celebrazioni anche il premier Matteo Renzi, accolto da un vero e proprio bagno di folla (guarda). Insieme al primo ministro, i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini e il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Codacons: “Spesi 400 mila euro in più rispetto al 2013” – La prima a denunciare l’eccessiva spesa per la Festa è l’associazione dei consumatori: “Altro che sobrietà! La parata del 2 giugno rischia di comportare quest’anno un abnorme e ingiustificato incremento dei costi, che passano da 1,5 milioni di euro dello scorso anno agli 1,9 milioni stimati dal ministero della Difesa per la celebrazione odierna”. E il Codacons chiama in causa direttamente il Quirinale. “Già gli scorsi anni siamo stati costretti a denunciare lo sperpero di soldi pubblici che avveniva durante l’abituale ricevimento del 2 giugno, ora annullato da Napolitano – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Tuttavia la spesa per la festa della Repubblica appare quest’anno ingiustificatamente al rialzo, per la cifra di 400 mila di euro”. Lo scorso anno, per “colpa” dell’austerità, ci fu una sforbiciata che fece saltare l’esibizione della pattuglia acrobatica, che quest’anno ha sfrecciato per ben due volte sul cielo di Roma. Anche i Corazzieri scesero dai cavalli e marciarono per i Fori Imperiali a piedi. Un cambio di programma rispetto alla tradizione che fece storcere il naso ai tanti cittadini presenti. Quest’anno rispetto alle celebrazioni del passato erano comunque presenti meno mezzi militari, ad eccezione di qualche veicolo storico. In totale i soldati presenti erano 3.500, un centinaio in più rispetto al 2013.

Pinotti: “Abbiamo voluto mandare un messaggio di sobrietà” – Non la pensa così il ministro della Difesa Pinotti. “Le istituzioni hanno voluto inviare al Paese un messaggio di sobrietà che si adeguasse alla contingente situazione di difficoltàche il Paese si trova ad affrontare. Condivido profondamente l’idea di festeggiamenti che non siano stridenti con il sentimento collettivo, ma che anzi, contribuiscano concretamente ad un processo, necessario e inevitabile, di revisione e razionalizzazione della spesa pubblica”, ha detto il ministro. “La manifestazione di oggi – ha continuato Pinotti – dimostra che è possibile coniugare il senso della misura all’enfasi dei valori più alti della nostra Repubblica”.

Le parole di Napolitano – Quest’anno la Festa del 2 giugno cade nel centenario della Grande Guerra. Un passaggio del presidente della Repubblica è dedicato proprio al conflitto che insanguinò l’Europa per quattro terribili anni: “Gli stati europei, che un secolo fa si combattevano con feroce accanimento, oggi sono uniti sotto la stessa bandiera. Nel nome di comuni valori di libertà, giustizia ed eguaglianza, perseguono insieme la prosperità, lungo un irrinunciabile percorso di integrazione economica, politica e istituzionale”. Poi, in un messaggio inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il presidente della Repubblica ha rivolto un ringraziamento ai militari: “Le Forze Armate meritano il profondo apprezzamento del Paese per la professionalità, la dedizione al servizio e il valore dimostrati in tutti i teatri operativi, anche nelle situazioni più difficili”. Il Capo dello Stato, conclusa la cerimonia, ha ultimato la rassegna dei reparti militari a bordo della storica Lancia Flaminia (utilizzata per la prima volta nel 1961), scortato dai Corazzieri.