L’esito delle elezioni europee, che ha visto la netta vittoria del premier Matteo Renzi, ha impattato positivamente sul rating dell’Italia. Ne è convinta l’agenzia di rating Moody’s nel suo Credit Outlook, a circa una settimana dal parere espresso da Fitch sulla Penisola. In particolare gli analisti sottolineano come il Partito democratico, di cui Renzi è segretario, ha vinto con più del 40% dei voti, assicurandosi così un nuovo mandato per la sua agenda delle riforme, mentre il partito anti-establishment del Movimento Cinque Stelle si è accaparrato un significativo ma sotto le attese 21,2% dei voti e gli euroscettici della Lega Nord hanno raggiunto il 6,2 per cento.

Per Moody’s questi risultati hanno dissipato le preoccupazioni pre-elettorali circa la minaccia al governo Renzi che si sarebbe potuta avere da un incremento dei partiti populisti. Al contrario Moody’s ritiene che l’esito elettorale ha avuto conseguenze negative sul rating di Francia e Grecia, Paesi dove hanno prevalso le forze euroscettiche aumentando così il rischio che i governi di Parigi ed Atene possano considerare un allentamento del consolidamento fiscale. Effetto nulla (credit neutral) invece dai risultati per gli altri 35 Paesi dell’Unione europea dove c’è stata l’affermazione dei partiti centristi pro-integrazione. Compresa la Gran Bretagna nonostante il prevalere del partito euroscettico Ukip. Al momento Moody’s ha sull’Italia un rating Baa2 (qualità medio-bassa) con prospettive (outlook) stabili, in attesa della revisione in programma per il prossimo 13 giugno. Il rating della Francia è fissato a Aa1 (qualità buona) con outlook negativo mentre quello della Grecia è Caa3 (estremamente rischioso) con outlook stabile.

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