“La Cgil nazionale esca dal processo per il disastro ferroviario di Viareggio”. I familiari delle vittime non la vogliono al loro fianco come parte civile. E scrivono una lettera aperta per chiedere ufficialmente al sindacato di lasciare la causa. A segnare la frattura definitiva è stato l’invito che la Cgil ha rivolto – in occasione delle sue “giornate di lavoro” a Rimini – a Mauro Moretti, ex numero uno di Ferrovie, oggi amministratore delegato di Finmeccanica, che è imputato insieme ad altre 32 persone nel processo in corso a Lucca sulla strage del 29 giugno 2009, nella quale persero la vita 32 persone.

Nella stessa occasione il sindacato non aveva fatto parlare Marco Piagentini, 45 anni, che quella notte perse tra le fiamme la moglie Stefania e i figli Lorenzo, 2 anni, e Luca, 4. L’uomo porta ancora oggi sul volto i segni dell’incendio. Eppure l’intervento di Piagentini era stato richiesto con una lettera formale inviata con largo anticipo. Richiesta che non è però stata accolta dalla Cgil. “Aver negato la parola ai familiari da parte di un sindacato che dovrebbe difendere i più deboli è, per i familiari, moralmente inaccettabile” tuona nella lettera, indirizzata al segretario generale Susanna Camusso, la presidente dell’associazione “Il Mondo che Vorrei” Daniela Rombi, che nella strage perse la figlia Emanuela, 21 anni, dopo 42 giorni di agonia. “Questo reiterato comportamento offensivo e doloroso nei nostri confronti – continua Rombi – non può ad oggi prevedere nessun tipo di incontro, né è gradita la vostra presenza e la vostra partecipazione al processo dove noi, purtroppo, siamo i diretti interessati, per difendere e onorare la memoria, la vita negata ai nostri cari”.

L’episodio di Rimini è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il rapporto tra i familiari delle vittime e la Cgil nazionale era già incrinato da tempo. Già il marzo scorso, a Firenze, Mauro Moretti era stato invitato a parlare al decimo congresso nazionale di Filt Cgil, Federazione dei lavoratori dei trasporti, della cui segreteria nazionale l’ingegnere ha fatto parte dal 1986 al 1990. Dopo le proteste del “Mondo che Vorrei”, però, la sua presenza fu annullata, per “eventuali tensioni esterne al congresso”, aveva fatto sapere il sindacato. Una definizione, questa, che aveva fatto infuriare i familiari che da 5 anni chiedono pacificamente più sicurezza nelle ferrovie. In quell’occasione Daniela Rombi, fatta intervenire all’ultimo momento al Congresso, si disse indignata dell’invito riservato a Moretti e accusò il sindacato: “Non difendete chi vuole sicurezza”Tutt’altro tipo di rapporti, invece, con i rappresentanti della Cgil locale: “Ci sono sempre stati vicini, e per questo la ringraziamo”.