Rio de Janeiro. Per i brasiliani non sarà facile lucrare affittando anche la propria casa ai turisti in arrivo per il mondiale di calcio, come pure in tanti avevano preventivato. L’invasione di turisti da tutto il mondo, affascinati dalla coppa disputata nel paese simbolo del bel calcio, non ci sarà. E, anche se non sarà un vero e proprio flop, le stime fatte fino allo scorso anno andranno riviste. Nonostante quello che si pensava – non si capisce su quali basi – il tutto esaurito è infatti un miraggio.

E se città come Rio, Recife e Natal “tengono”, registrando solo il 20% di disponibilità negli alberghi, tassi molto più alti, anche del 45%, sono quelli registrati nelle altre città. L’illusione dell’invasione, spinta anche da una certa propaganda governativa, ha fatto considerare poco ai brasiliani il fatto che non tutti possono permettersi uno “svago” tanto costoso quanto una trasferta sudamericana per il mondiale. Già con i prezzi “normali” per molti europei colpiti dalla crisi, alcune migliaia di euro per una partita e qualche notte di follia non sono certo una spesa possibile.

A questo va aggiunto che i prezzi sono lievitati in maniera tanto sproporzionata e ingiustificata che in molti hanno abbandonato l’idea in partenza, mesi fa. Ma non è solo una questione di soldi. A far desistere i turisti, hanno contribuito i problemi legati alla realizzazione degli impianti, lo scarso livello logistico, la difficoltà di acquistare gli ingressi per le partite e, non ultime, le manifestazioni violente quasi quotidiane e i rischi legati alla criminalità. I vademecum da film horror diffuse da molte ambasciate europee e nordamericane destinati ai propri connazionali in viaggio per il Brasile non hanno certo aiutato.

A tre settimane dall’inizio della coppa, si è già prossimi a svendite e last minute. I prezzi degli alberghi stanno già scendendo. La cosa più interessante sono però i prezzi dei biglietti areri, quasi normali, e per nulla impossibili. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale dell’Aviazione Civile, solo il 26,5% dei biglietti per le città che ospitano i match sono stati venduti. I numeri del “Forum degli Operatori Alberghieri del Brasile” dicono invece che il 45% delle stanze degli hotel nazionali sono vuote, e che solo tre città, già normalmente frequentate in questo periodo come Rio, Refice e Natal, raggiungono il 20% di stanze vuote. Un caso indicativo è quello di Campina Grande nel Paraiba, dove con 70% dei voli occupati, si registra il record. Peccato che siano turisti in viaggio per la festa junina, in onore di São João. Nulla a che vedere con i mondiali. A Curitiba la disponibilità di stanze è del 44%, del 33% Salvador de Bahia e Belo Horizonde in Minas Gerais. Città meno interessata è San Paolo, ultima nella classifica di flusso turistico. E’ dunque probabile che alla fine coppa del mondo, oltre da quelle dei cittadini contrari alle spese per la realizzazione delle opere pubbliche del Mondiale, il governo rischia di doversi leccare anche le ferite inferte degli albergatori delusi.

Nonostante gli investimenti per ampliare l’offerta viste le stime irrealistiche di visitatori, molti potrebbero trovarsi con gli alberghi vuoti. In un’intervista alla Bbc Brasil, il ministro del turismo Vinícius Lages ha parzialmente ammesso il calcolo errato. Secondo il ministero, 600mila persone dovrebbero visitare il Brasile. Peccato che, sempre secondo  i calcoli della Bbc, il Brasile lo scorso anno ha ricevuto sei milioni di turisti, il 10% circa a giugno e luglio, lo stesso numero. Va poi considerato che storicamente le città sedi di iniziative sportive simili soffrono la defezione dei turisti abituali. In soldoni, il Paese potrebbe avere addirittura meno turisti del normale. Oltre all’immagine rovinata per l’evidenza dei ritardi nei lavori, delle carenze urlate dai cittadini in piazza, e dagli errori di calcolo. Il Paese non ha retto al ritmo e produttività “occidentali”, e le Olimpiadi di Rio 2016 sono imminenti, nonostante a Rio non se ne vedano tracce.

Twitter: @luigi_spera