Dopo cinque mesi il Piemonte avrà un nuovo presidente. I candidati stanno giocando le ultime carte con gli ultimi appuntamenti prima del silenzio elettorale. Il favorito è Sergio Chiamparino, l’ex sindaco del capoluogo ed ex presidente della Compagnia di San Paolo, candidato del centro-sinistra sostenuto da Pd, Sel e Moderati. Contro di lui si schierano Mauro Filingeri per l’Altro Piemonte, Davide Bono per il M5S, l’assessore Gilberto Pichetto Fratin per FI e Lega, il sottosegretario alla giustizia Enrico Costa per Ncd e Guido Crosetto per FdI. Il vincitore prenderà il posto di Roberto Cota, il presidente leghista destituito a gennaio dal Tar del Piemonte che ha invalidato la sua elezione.

Il voto annullato – Per l’ex governatore del Carroccio la legislatura è cominciata subito con dei problemi giudiziari. Poco dopo la sua elezione nel marzo 2010 sono partiti un ricorso al Tar e l’esposto sulla validazione irregolare delle firme della lista “Pensionati” di Michele Giovine. Nell’estate 2011 arriva la prima sentenza di condanna verso il consigliere regionale, confermata dalla Cassazione nel novembre 2013. A questo punto i magistrati del Tar hanno una base per invalidare tutte l’elezione del 2010 e spingere verso un nuovo voto, decisione confermata poi dal Consiglio di Stato e dalla Suprema Corte. 

Le indagini giudiziarie – Nel frattempo però altri scandali hanno travolto la giunta. Alla fine del maggio 2011 la Guardia di finanza porta in carcere Piero Gambarino, braccio destro dell’assessore alla sanità Caterina Ferrero, che finisce agli arresti poche settimane dopo. È lo scandalo Sanitopoli su una serie di appalti e affidamenti irregolari compiuti nel primo anno della giunta Cota. Alla fine del 2012 arrivano gli arresti per l’inchiesta sulla riscossione del bollo auto: in manette finisce un funzionario regionale, mentre la procura indaga sull’assessore William Casoni. Nel 2013 si dimette Massimo Giordano, ritenuto da molti l’avversario interno di Cota, indagato dalla Procura di Novara. Nel frattempo si apre il fronte dei rimborsi dei gruppi politici del consiglio regionale: dopo l’indagine dei finanzieri i pm torinesi chiedono il processo per 40 eletti, accusati di aver ottenuto illecitamente due milioni di euro in totale.

La corsa elettorale – Nel giorno in cui il Tar annulla il voto del 2010 Chiamparino, spinto dalle tante richieste che arrivano dal Pd, si mette a disposizione del partito che lo “incorona” candidato ufficiale a marzo, senza fare le primarie. Chi invece passa attraverso la selezione dei sostenitori è il M5S: i “grillini” organizzano delle primarie on-line per eleggere i candidati consiglieri che poi, quasi per acclamazione, scelgono Bono quale candidato presidente. A sinistra invece si cerca un’alternativa più radicale e slegata dai poteri forti del Pd e il nome scelto è quello di un sindacalista 36enne, Filingeri. Il centrodestra è invece nel caos. La Lega è stata annichilita dalle indagini e gli ex Pdl uccidono sul nascere la coalizione. Il candidato più forte a livello mediatico è Crosetto, di Fratelli d’Italia, ma gli altri esponenti dell’area non vogliono sottostare all’ex sottosegretario alla difesa. Così Forza Italia spinge verso Pichetto Fratin, assessore al bilancio di Cota, mentre Ncd presenta il cuneese Costa, sottosegretario alla Giustizia.

Le sfide – Gli ultimi sondaggi pubblici davano la coalizione di Chiamparino in vantaggio intorno al 40 per cento, mentre il M5S, dato sopra il 25 per cento, aspira ad aumentare i suoi voti e vincere. Il movimento potrebbe comunque risultare il primo partito e dare parecchi grattacapi alla prossima giunta. Oltre a questa difficoltà il futuro presidente dovrà fronteggiarne altre: la Regione ha un debito di quasi dieci miliardi di euro. Per ripianarlo la giunta Cota ha ridotto le spese per il sociale, in particolare quelle per la scuola e il diritto allo studio, per gli ospedali e l’assistenza medica e quelle per i trasporti, dei tagli che hanno aggravato la situazione dei piemontesi, già colpiti dalla crisi industriale.