Il Movimento 5 stelle di Reggio Emilia spara contro Iren, e nel farlo, colpisce con il fuoco amico anche l’amministrazione di Parma di Federico Pizzarotti. Nel mirino, ancora una volta, ci sono le “scelte finanziarie scellerate” della multiutility che gestisce i servizi per i rifiuti della città ducale e della vicina Reggio. L’attacco arriva dal candidato Norberto Vaccari che non risparmia nemmeno il consulente Raphael Rossi, nominato dallo stesso Pizzarotti. I due primi cittadini negano ogni tensione, ma intanto venerdì prossimo, in occasione del comizio di Beppe Grillo nella città di Graziano Delrio, Pizzarotti non sarà invitato sul palco, ma, fanno sapere alcune fonti interne, “potrà assistere come un normale spettatore”. Non sembra ancora tempo per il tanto atteso incontro chiarificatore con il leader M5S dopo le polemiche a distanza degli ultimi mesi, anche se tutto potrebbe cambiare all’ultimo minuto.

Intanto il candidato sindaco Cinque stelle della città emiliana, Norberto Vaccari, se la prende con il Museo del Rifiuto di Parma, un progetto che Iren sta portando avanti insieme all’Università nel Polo ambientale integrato di Ugozzolo, su cui ha puntato il dito anche un’altra candidata sindaco di Reggio, Cinzia Rubertelli. Gli attacchi dei candidati sono indirizzati al centro di ricerca con annesso un Museo del Rifiuto che dovrebbe sorgere proprio nelle vicinanze dell’inceneritore di Parma. “Un investimento inutile”, secondo Vaccari, che lo aggiunge alla lista delle politiche finanziarie sbagliate portate avanti dalla società, “che non devono essere in nessun modo pagate dai cittadini reggiani con le loro bollette”.

“Al miliardo di euro del bombolone di Livorno, al TRM di Torino, al forno di Parma, al crack di Sinergie, alla fine pesante della partita EdiPower e ai soldi per Unieco – spiega Vaccari – si aggiunge quindi un’altra ciliegina sulla torta”. Il candidato Cinque stelle reggiano spiega che il progetto è stato affidato all’architetto Andrea Oliva, che per la città ha già firmato il Tecnopolo, e che quindi va a collocarsi “in quella schiera di investimenti inutili che ricadono sotto l’esclusiva responsabilità di Viero, di Delrio che l’ha nominato e del Pd”. Attaccando la scelta di Iren, Vaccari se la prende anche con Raphael Rossi, l’esperto a suo tempo nominato da Pizzarotti in Iren, che sta seguendo la questione rifiuti a Parma: “Se concorda su questo investimento, per quanto ci riguarda può anche andare a casa”.

A gettare acqua sul fuoco è il sindaco Pizzarotti, da sempre in guerra con Iren per l’inceneritore, acceso a fine agosto, ma che con la società partecipata dal Comune continua suo malgrado a lavorare per la gestione della raccolta differenziata e degli altri servizi a Parma. “Da quanto so io, non è un Museo, ma un centro di ricerca sul riciclo e le riduzioni degli imballaggi che si farà con l’Università” ha puntualizzato il sindaco. Era stato proprio lui ad accennare all’iniziativa lo scorso dicembre in un incontro con il presidente di Iren Francesco Profumo. Per ora però il progetto è ancora in fase embrionale, e di Museo del Rifiuto, confermano anche da Iren, non si è mai parlato, né sono stati affidati incarichi.

“L’importante è che i soldi dei reggiani e delle nostre bollette non servano per finanziare investimenti inutili, visto che di Musei dei rifiuti ce ne sono già tanti in Italia” ha continuato Vaccari, chiarendo che la polemica sollevata non è nei confronti di Pizzarotti, ma solo di Iren: “Pizzarotti per noi è un modello. Sta lavorando bene come amministratore, anche se su alcuni punti abbiamo visioni diverse, come può succedere all’interno di un gruppo. Spero che potremo collaborare, vista la vicinanza”.

Il candidato sindaco Cinque stelle però non vuol sentire parlare di investimenti che non riguardino il territorio di Reggio Emilia e rincara la dose contro la multiutility: “In questa fase decisiva per il futuro del ciclo dei rifiuti, con l’estensione del porta a porta spinto che a Parma vola, mentre a Reggio è al palo – ha concluso – ogni euro deve essere investito in mezzi di produzione, tecnologie per la raccolta, per la progettazione del sistema porta a porta e deve essere riservato ad aumentare i posti di lavoro nella filiera del riciclo, vera grande virtù della logica rifiuti zero con la disoccupazione a livelli record”.