L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso che la Regione Piemonte aveva presentato contro la decisione del Tar Piemonte con la quale il Tribunale aveva deciso che sui contratti derivati intercorsi tra Dexia Crediop e la Regione Piemonte “deve necessariamente pronunciarsi il giudice civile (nel caso di specie, il giudice inglese, per espressa pattuizione delle parti)”.

Lo ha comunicato Dexia Crediop in una nota nella quale si precisa che la Regione “aveva presentato il ricorso sostenendo che la stipulazione dei contratti derivati era stata oggetto di una gara e che pertanto la giurisdizione avrebbe dovuto essere amministrativa”. “Il Consiglio di Stato – prosegue la nota – ha osservato che tale affermazione ‘non trova riscontro negli atti’, e ha quindi rigettato il ricorso della Regione Piemonte. Di conseguenza tali contratti sono il risultato di distinte successive negoziazioni di natura strettamente privatistica tra la Regione e le banche. Risulta così confermata la competenza del giudice inglese, che in primo grado ha già dichiarato validi ed efficaci i contratti derivati stipulati da Dexia Crediop con la Regione Piemonte”, conclude la nota sottolineando che “il Consiglio di Stato ha altresì condannato la Regione al pagamento delle spese processuali a Dexia Crediop”.

“Si tratta di un ulteriore importante tassello in una vicenda paradossale che vede la Regione Piemonte impegnata da anni in un contenzioso con Dexia Crediop non solo estremamente costoso, ma anche totalmente privo di fondamento, innescato sulla base di una consulenza tecnica sbagliata”, ha commentato l’ad di Dexia Crediop, Jean Le Naour.