Nella Giornata Mondiale per la libertà di stampa indetta dall’Onu un dibattito con magistrati, giornalisti e un esperto di diritto internazionale. Testimoni privilegiati a confronto per analizzare e capire il rapporto, spesso conflittuale, tra diritto di cronaca, rispetto della legalità e la ragione di Stato. In primo piano la vicenda dei marò in India e la lunga parabola giudiziaria del caso Abu Omar. Casi mediatici complessi, di grande rilievo internazionale, in cui il lavoro giornalistico si è scontrato con le esigenze di riservatezza imposte dall’azione dell’autorità giudiziaria, ed è stato condizionato dalle interferenze di altri attori, portatori di interessi particolari. 
Il caso dei fucilieri di marina, una battaglia legale tra Italia e India per l’accertamento dei fatti, condizionata anche da importanti fattori economici, politici, e geo-politici. Per risolvere il rebus della giurisdizione, riconoscere l’immunità funzionale dei protagonisti, rispettare la sovranità degli Stati. L’equilibrio tra il diritto e le esigenze di sicurezza, come nel caso del rapimento di Abu Omar. Vicenda giudiziaria in cui, nel conflitto tra il governo italiano e i giudici il segreto di stato è stato opposto e almeno in parte ha prevalso nel lungo percorso per accertare, fino all’ultimo grado di giudizio, tutte le responsabilità. 
Sullo sfondo il problema del controllo e la diffuzione delle informazioni, dopo il Datagate. Lo spartiacque che forse ha cambiato per sempre nel mondo il rapporto tra informazione, intelligence, potere politico e potere giudiziario. In cui il fattore umano ha influito almeno quanto l’evoluzione tecnologica.
Partecipano:  Fausto Biloslavo (il Giornale), Marco De Paolis (procuratore generale), Angela Del Vecchio (LUISS Guido Carli), Udo Gumpel (corrispondente dall’Italia RTL), Massimo Mapelli (Tg LA7), Sergio Sottani (procuratore della Repubblica). Ecco tutto il programma