La maggior parte della popolazione nell’Est dell’Ucraina non appoggia i separatisti. Lo dice un sondaggio dell’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, compiuto fra l‘8 e il 16 aprile proprio in quelle regioni. “In televisione vedo continuamente interviste realizzate nell’Est del paese: sembra che quasi tutti gli abitanti di quelle regioni vogliano unirsi alla Russia” spiega Volodymyr Illich Paniotto, direttore dell’Istituto. “Ma dal nostro sondaggio risulta che la maggioranza della popolazione è contro una invasione da parte russa e appoggia invece l’integrità territoriale dell’Ucraina. Nelle due province dove i secessionisti hanno più seguito, Luhansk e Donetsk, solo il 30% della popolazione vorrebbe l’annessione alla Russia. Nelle altre province dell’Est, come Kherson, Mykolayv e Dnipropetrovsk, non più del 15% degli abitanti vuole la secessione”.

Secessione no, ma più autonomia da Kiev sì: il 50% dei cittadini dell’Est la chiede, secondo questa ricerca. “Ma quando si chiede alle persone se vorrebbero uno stato Federale, si scopre che molti sono confusi” dice Paniotto. “Non capiscono la differenza fra Federalismo e autonomia. La questione del Federalismo non è stata abbastanza discussa all’Est e la gente non ha le idee chiare”.

L’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev è considerato uno dei più affidabili in Ucraina. La locale Accademia delle Scienze ha intervistato centinaia di ricercatori, politici, professionisti, giornalisti e lo ha messo ai vertici della sua classifica.

Dalle sue ricerche emerge un altro dato interessante: gli abitanti nell’Est dell’Ucraina vogliono soprattutto stabilità: niente violenze, niente scontri, niente edifici pubblici occupati da uomini armati. Il 60% è nettamente contrario. Solo l’11% per cento degli intervistati appoggia questo tipo di azioni. La percentuale sale al 18-24% nelle province di Luhansk e Donetsk, dove in effetti è avvenuta la maggior parte delle occupazioni.

Gli abitanti dell’Est si sentono discriminati o minacciati in quanto russofoni? Il 71,5% risponde di no, il 23,1% sì. C’è dunque una parte della popolazione – anche se minoritaria – che vorrebbe sentirsi più tutelata.

Un modo potrebbe essere rendere il Russo “lingua ufficiale” accanto alla lingua ucraina? “Non è un problema sentito” spiega Paniotto. “La prova è che neppure Ianukovic aveva la questione del Russo nel suo programma. Lui era appoggiato soprattutto dagli abitanti dell’Est del paese e aveva la maggioranza in Parlamento: dunque avrebbe facilmente potuto fare una legge in tal senso. Non l’ha fatto perché non era una richiesta dei suoi elettori. Nel nostro sondaggio abbiamo chiesto ai cittadini quali sono i prossimi passi che il governo ucraino dovrebbe compiere adesso. Ebbene: la richiesta di rendere il Russo lingua ufficiale è agli ultimi posti: solo l’11% della popolazione la considera importante”.

Un grosso problema è che c’è molta sfiducia verso le attuali autorità di Kiev: dal sondaggio emerge che circa la metà degli abitanti dell’Est pensa che il premier Iatseniuk e il presidente ad interim Turcynov occupino il loro posto illegalmente. Ma la gente non vuole neppure il ritorno di Ianukovic. A Donetsk e Luhansk, solo il 30% degli intervistati ritiene che Ianukovic sia ancora il presidente legittimo; nelle altre province dell’Est, meno del 20%.

Pensando a quello che è successo in Crimea viene spontaneo chiedersi che percentuale di abitanti dell’Est vorrebbe un referendum sullo status della propria regione. “Non c’era questa domanda nel nostro sondaggio” risponde Paniotto. “Ma la mia sensazione è che – se lo avessimo chiesto – la maggioranza avrebbe risposto che vuole un referendum. Questo emergeva anche dai nostri sondaggi precedenti: la gente vuole esprimersi. Votare in un referendum dà alle persone l’illusione di poter decidere in prima persona. Il problema è: su che cosa tenere il referendum? La nostra legge non prescrive regole sul modo di formulare la domanda. Così è facilissimo costruire il quesito in modo tale che la risposta sia quella prevista. Io ho pubblicato molti articoli per denunciare questa situazione e ho suggerito di cambiare la legge. Ma la legge sui referendum è ancora la stessa. Ora in Ucraina è possibile ottenere da un referendum qualsiasi risultato si voglia”.

di Michela Sechi

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