Big Pharma sta uscendo allo scoperto per quello che è: una lobby planetaria, una casta di intoccabili che fa i miliardi sulla pelle dei cittadini, accumula scandali uno dietro l’altro, inventa le malattie prima di sfornare la pillolina miracolosa e ovviamente è impermeabile alla crisi. Glaxo Smith Kline, gigante britannico dei farmaci, si è comprata i medici di mezzo mondo. La Roche spaccia il Tamiflu come il farmaco del secolo contro l’aviaria nel 2006 e tre anni dopo l’influenza suina (il virus A/H1N1), ma i ricercatori della Cochraine Collaboration, entrano in possesso dei risultati delle ricerche chiusi negli archivi, dimostrano che è un finto antidoto per una finta pandemia. Poi il cartello con l’altro colosso svizzero, Novartis, per favorire la diffusione del Lucentis, cioè il farmaco più costoso per la cura della maculopatia (1400 euro) contro l’analogo low cost Avastin (15 euro), con maxi-multa dell’Antitrust italiana da 180 milioni di euro. Solo per citare i casi più freschi. La magistratura ha messo la marcia. I media hanno rotto il tabù. Il tema è così scottante che anche il cinema pensa che valga la pena parlarne. Così ha fatto per la prima volta “Il venditore di medicine“, il film di Antonio Morabito al cinema da stasera, che denuncia la pratica del comparaggio, cioè quando gli informatori scientifici sono disposti a tutto pur di convincere i medici a far prescrivere le loro molecole. Di questo e del sistema della casta delle multinazionali ne abbiamo parlato dagli studi del FattoTv con Francesco Maggi (Adnkronos e autore de ‘La casta dei farmaci’), Cosimo Nume (presidente Ordine medici di Taranto e responsabile Fnomceo), Michele Di Iorio (Federfarma Napoli) e in collegamento telefonico Guido Giustetto (movimento “No grazie”). Ha condotto Chiara Daina (collaboratrice de il Fatto Quotidiano). Durante il confronto Giustetto ha sottolineato le criticità delle strategie di comunicazioni distorsive delle case farmaceutiche. “Se io sfoglio un depliant di un antibiotico – ha detto il medico del movimento ‘No grazie’ – il 90% del testo è promozione”