Una lite, un giallo e un tweet. Mentre Matteo Renzi sul social network se la prende con chi non crede nell’azione del suo governo (“Dicevano che era una televendita. Poi che non c’erano le coperture. Poi le coperture sì, ma non quelle. #Amicigufi ma aspettare venerdì no?”), ha rischiato di arenarsi sulle rimostranze di Renato Brunetta la capigruppo con cui la Camera doveva calendarizzare l’esame e il successivo voto sul Documento di economia e finanza presentato dal governo. L’oggetto del diverbio è stata la lettera con cui il ministro del Tesoro Padoan chiederà alla Commissione europea di rinviare al 2016 il pareggio di bilancio.

“Se non arriva questa lettera non si va avanti. Anche perché non vorrei pensar male, ma se non ci viene data vuol dire che forse questa lettera non c’è” ha riferito il capogruppo di Fi, protagonista di uno “scambio di opinioni” con la presidente Boldrini che, continua Brunetta, “si è alzata ed è andata via. Per cui la capigruppo è stata sospesa per assenza della presidente”. Poco dopo l’esponente di Sel è tornata al suo posto e la riunione è ripresa. Ma Brunetta non si è fermato: “La mia richiesta – ha spiegato – è stata condivisa anche da altri gruppi. Io resto qui, non mi muovo neanche morto. Esprimo la mia totale insoddisfazione, ho stigmatizzato il comportamento della presidente Boldrini. Aver omesso la trasparenza sulla lettera inficia l’intero procedimento. E’ una violenza perpetrata non sulla minoranza ma sulla legge e sulla Costituzione. E’ un colpo di maggioranza – ha concluso – suffragato dalla presidente Boldrini che non ha svolto il suo ruolo super partes”.

Non si è fatta attendere la risposta della Boldrini, che ha parlato di atteggiamento “irriguardoso e irrispettoso” nei confronti del presidente della Camera e dell’intera capigruppo. Ad accendere la polemica, come detto, è stata la richiesta avanzata da Brunetta che il Parlamento, prima di votare il Def, fosse messo a conoscenza della lettere con la quale il Governo ha chiesto alla Ue il posticipo di un anno del pareggio di bilancio strutturale. Boldrini aveva precisato in apertura di seduta di aver trasmesso la richiesta al Governo, che ha preso atto della richiesta. E quindi di aver esercitato il suo ruolo con terzietà. Dunque, ha fatto notare la Boldrini, “non è maturato sui contenuti” della richiesta di Brunetta. “La presidente – ha spiegato il suo portavoce – ha ricordato in apertura dei lavori della Capigruppo di aver trasmesso la richiesta di Brunetta al Governo nella persona del ministro Boschi, così come ha trasmesso la richiesta del deputato M5S Brescia affinché il premier Matteo Renzi riferisca in Parlamento prima della discussione di domani”. Lo scontro tra Brunetta e Boldrini “è avvenuto piuttosto sui toni, le forme e i modi con cui la richiesta è stata espressa”. Toni giudicati dalla presidente Boldrini irriguardosi e irrispettosi della presidenza e dell’intera conferenza capigruppo.

Solidarietà alla Boldrini da Gennaro Migliore (Sel) e da Roberto Speranza del Pd secondo cui “il nervosismo di Brunetta è dovuto ai sondaggi su Forza Italia”. Resta il fatto, però, che la Commissione Ue, al momento, “non ha ricevuto alcuna lettera dal Governo italiano”. Parola di Antoine Colombani, portavoce di Bruxelles, che ha risposto così a chi gli ha chiesto se è giunta presso la Ue la lettera con cui il Governo comunica lo slittamento del pareggio di bilancio. Un piccolo giallo, insomma, poi risolto in serata con la risposta della Commissione alla lettera di Padoan (che quindi era arrivata…). La Capogruppo, comunque, dopo la ripresa dei lavori è riuscita a calendarizzare il Def: domani mattina inizierà alle 10.30 in aula alla Camera, dalle 14 sono previste le dichiarazioni di voto in diretta tv. Intorno alle 16 il voto. In serata, infine, la chiusura del cerchio, con il ministero dell’Economia che ha reso noto di aver trasmesso al Parlamento, ai presidenti delle commissioni Bilancio delle Camere e per conoscenza ai presidenti Grasso e Boldrini le comunicazioni tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e la Commissione Ue. ”Il Ministro dell’Economia e delleFinanze – si legge in una nota del Mef – ha comunicato alla Commissione europea che il Programma di Stabilità incluso nel Documento di Economia e Finanza 2014 contempla uno scostamento dall’obiettivo di medio periodo della finanza pubblica. Il Vice-presidente Siim Kallas, che svolge le funzioni di Commissario agli affari economici e monetari, ha già risposto alla comunicazione del ministro Padoan. Entrambe le comunicazioni sono state trasmesse questa sera dal ministro Padoan ai presidenti delle commissioni Bilancio delle Camere e per conoscenza ai presidenti delle stesse”.