Picchiato e ferito con un coltellino sotto casa da tre uomini incappucciati. “Questa è la fine che fanno i servi dei servi” le parole pronunciate contro l’autista del pm Antonio Rinaudo, titolare di molte inchieste sulla galassia No Tav e i movimenti antagonisti. Sono passate le 21 di ieri sera quando Giuseppe, ex carabiniere, da anni ormai autista del magistrato, scende per buttare la spazzatura. Siamo a Torino, appena fuori dal centro storico, tra negozi e palazzi residenziali. Ad attenderlo ci sono tre persone, racconterà lui stessa alla Digos che ora indaga sulla vicenda. Un vero e proprio agguato: Picchiato e insultato, l’uomo finisce ricoverato all’ospedale Mauriziano. “Oggi a te, domani tocca agli altri”, gli dicono.

“Spero che l’aggressione di ieri notte non abbia collegamenti con il movimento NoTav e le sue frange più estreme. Se fosse così — dice il senatore Pd Stefano Esposito al fattoquotidiano.it – sarebbe il cambio di passo che avevo già ipotizzato in passato. Dalle minacce, che ho ricevuto anche io ripetutamente, agli attacchi violenti contro le persone”. Secondo il pm Rinaudo intervistato da La Stampa si tratta di “un agguato pianificato e organizzato da tempo” che “rientra nella evoluzione delle vicende di cui ci occupiamo da mesi” e che potrebbe essere “solo l’inizio di una offensiva più mirata contro le persone”. Operazione condivisa da Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino e candidato alle regionali: “A parte esprimere solidarietà nei confronti della vittima, resta il fatto che si conferma quel che ho detto finora: sarebbe auspicabile che coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia del Paese tenessero una posizione molto ferma contro forme lotta che stanno degenerando in violenza fisica e non solo verbale”. 

Una condanna arriva anche dal Movimento 5 Stelle che però, in una nota del candidato alla regione Piemonte Davide Bono, sottolinea come il metodo sia distante dalla protesta dei No Tav: “L’aggressione è un gravissimo atto di violenza che condanniamo fermamente. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un gesto assolutamente in contrasto con le modalità pacifiche e non violente con cui il movimento No Tav da anni manifesta la propria contrarietà alla grande opera”.