Le donne capoliste alle Europee per il Pd? “Veline di Renzie secondo la migliore tradizione berlusconiana”. Beppe Grillo attacca così sul blog la decisione del presidente del Consiglio di candidare alla guida delle liste in Europa Alessia Moretti, Pina Picierno, Alessia Mosca, Simona Bonafè e Giusi Nicolini (che però si è già ritirata). Un articolo che ha scatenato subito le ire delle donne Pd: “Da Grillo becero maschilismo”, ha dichiarato Anna Finocchiario. Dopo poche ore arriva la reazione del vicesegretario Lorenzo Guerini: “Grillo dimostra sempre più di aver paura del Pd per la scelta di mettere come capolista 5 donne. Le sue affermazioni rivelano l’idea che lui ha delle donne, noi ne abbiamo una diversa e le vogliamo sempre più protagoniste”. Reazioni anche dai deputati Pd che sul profilo twitter pubblicano un manifesto che dice: “Esauriti gli argomenti, Grillo passa ad insultare le donne. Un grande classico dei piccoli uomini. #escidalblogèprimavera“.

“Essere donna”, scrive Grillo, “di per sé, non è un valore. Essere donna, di per sé, non è un valore. Essere una donna incensurata, al di fuori delle logiche di partito, non paracadutata in Parlamento per volere di un segretario di partito a 20.000 euro al mese e senza aver vissuto di politica da sempre: questo è un valore”. Le quattro deputate scelte da Renzi, secondo il leader, “sono donne usate a fini di marketing secondo la migliore tradizione berlusconiana: quattro veline e Renzie a fare il Gabibbo. Una presa per il culo, ma tinta di rosa. 50 dei 73 candidati in lista Pd vivono da sempre di politica, cariche, soldi pubblici e non hanno mai fatto un lavoro vero”, afferma il leader M5S. “Perdere contro questa armata brancaleone è impossibile. Vinciamo noi”. E poi continua: “Donna o uomo per il Pd non fa differenza. L’unico requisito per essere messe come capolista alle Europee dal votante unico delle primarie Pd è far parte della Corte del Caro leader Renzie”, afferma Grillo nel post dal titolo ‘Quattro veline e un gabibbo’.

“Quattro delle cinque capilista nominate direttamente dall’ebetino sono attualmente deputate – prosegue – Un anno fa sono state elette per fare cinque anni alla Camera. Due di loro, la contaballe Picierno e la Mosca, sono al secondo mandato. Se elette cosa faranno? Si dimetteranno e andranno a scaldare le poltrone di Bruxelles e Strasburgo? No. Rinunceranno e faranno passare i trombati impresentabili che da soli non riuscirebbero a prendere i voti neppure per amministrare un condominio”.

La prima a rispondere a Grillo è la presidente della Commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro. “Grillo”, dice, “non ha davvero più pallottole in canna, è preoccupato per le elezioni e il nervosismo gli gioca brutti scherzi. Comprendiamo che, a chi è abituato a selezionare i candidati attraverso le poche migliaia di voti raccolte sul web, possa apparire indigesta la decisione di Renzi di candidare 5 dirigenti politiche giovani e autorevoli come capolista alle europee, ma cadere nel più becero maschilismo, al quale peraltro non è nuovo, non fa onore alla sua intelligenza e impoverisce il dibattito politico. Per quanto ci riguarda, prendiamo il positivo e consideriamo queste sue dichiarazioni bene auguranti, visto il grande e pluriennale successo di Striscia la notizia”.