Il boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano è stato ricoverato nel pomeriggio all’ospedale San Paolo di Milano per essere sottoposto ad accertamenti. Provenzano, 81 anni, affetto da patologie neurologiche, detenuto in regime di 41bis, è stato trasferito martedì 8 aprile dal carcere di Parma a quello di Opera, nel Milanese. Il capomafia veniva dal reparto detenuti dell’ospedale Civile di Parma che ha dato il nulla osta al trasferimento. Dopo due giorni dall’arrivo ad Opera è stato per lui disposto il ricovero.

Contattato da ilfattoquotidiano.it, il direttore del carcere milanese Giacinto Siciliano ha spiegato che adesso “il boss si trova nel reparto detenuti dell’ospedale San Paolo per essere sottoposto a un controllo generale. L’obiettivo – spiega Siciliano – è capire se potrà rimanere in cella o dovrà essere ricoverato in una struttura ospedaliera”.

“Per l’ennesima volta i familiari e i difensori di Provenzano apprendono notizie che lo riguardano dalla stampa”. Questa la denuncia dell’avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio. “C’è da chiedersi – ha aggiunto – se Provenzano era dimettibile. Cioè: perché visto che era ricoverato all’ospedale di Parma, è stato portato prima in carcere ad Opera e solo in un secondo momento nella struttura sanitaria?”.

La scorsa settimana la Cassazione aveva respinto il ricorso dei legali del capomafia che avevano chiesto la sospensione della pena per il boss condannato a 20 ergastoli, sostenendo che le sue condizioni di salute non erano compatibili con il carcere. Gli avvocati Rosalba Di Gregorio e Francesco Masarà avevano presentato ricorso alla Suprema Corte contro l’ordinanza con la quale il tribunale di sorveglianza di Bologna, lo scorso 27 agosto, aveva respinto la richiesta di differimento della pena “per grave infermità”.

Mentre a fine marzo il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva la proroga del carcere duro per il padrino corleonese, nonostante il parere contrario delle tre procure che indagano sulle stragi del ’92-’93: Palermo, Caltanissetta e Firenze. Secondo il guardasigilli, infatti, Provenzano nonostante l’età e le condizioni di salute continua a essere un soggetto pericoloso. La decisione aveva scatenato le proteste dei due figli del padrino, Angelo e Francesco: “Chiediamo a questo punto che sia resa pubblica l’immagine attuale di questo ‘detenuto speciale’ con gli occhi al soffitto, chiuso in una stanza blindata con tre guardie e un sondino al naso per nutrirsi”. “Esistono le registrazioni auodiovideo degli pseudo colloqui mensili con noi. Solo davanti a tale fotografia si può capire quale ‘pericoloso’ soggetto si tiene al 41 bis”.