L’ex direttore dell’aeroporto di Ciampino, Sergio Cialente, quattro funzionari dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) e un imprenditore sono stati fermati stamattina dalla squadra Mobile di Roma, in un’operazione condotta insieme alla Polizia di Frontiera. Il Tribunale della Capitale ha chiesto per loro la custodia cautelare: sono accusati di associazione a delinquere finalizzata ai reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso e frode nelle pubbliche forniture. Avrebbero costituito un’organizzazione criminale che tra il 2009 e l’inizio del 2014 ha fatto in modo che tutti i lavori eseguiti negli aeroporti minori del Lazio, in particolare quello di Roma – Urbe, fossero illegittimamente assegnati alle società riconducibili dell’imprenditore, ritenuto il vertice dell’organizzazione. Non solo: alcuni dei lavori così aggiudicati non sono stati eseguiti affatto, oppure solo parzialmente e in modo non conforme ai capitolati tecnici. 

Solo domenica il presidente dell’Enac, Vito Riggio, in un’intervista all’Ansa, lamentava l’assegnazione alla nuova Autorità dei Trasporti di alcuni compiti di supervisione (quelli sui diritti aeroportuali), dicendo che “è stato un errore istituire un’Autorità diversa: prima facevamo tutto noi, ora continuiamo a fare la vigilanza sulla sicurezza e sugli obblighi sugli investimenti. Però le tariffe se le gestiscono loro (i ministeri, ndr) con la supervisione dell’Autorità”.