Effetto Draghi sullo spread. Il famigerato differenziale tra i nostri titoli di Stato a dieci anni e quelli della Germania, quello che ci ha fatti tremare quando volava oltre quota 200 punti, oggi è calato a 161, il livello più basso dalla metà del 2011. E’ bastato l’annuncio arrivato ieri dal governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, sulla possibilità di mettere in campo all’occorrenza anche “misure non convenzionali” per sostenere l’economia dell’Eurozona, per rassicurare i mercati. Gli investitori, insomma, stanno già reagendo come se l’acquisto di titoli sul mercato per dare liquidità al sistema (il cosiddetto “quantitative easing”) fosse già in atto. Cosa che, in realtà, non dovrebbe avvenire a breve: è probabile che la Bce continui ancora per un po’ ad affidarsi alle azioni convenzionali, come la riduzione del tasso di interesse.