Un gioco dell’oca contro i tagli del governo Rajoy, con tanto di tabellone di sei metri per sei e quindici caselle che raffiguravano temi come l’educazione, la sanità, le pensioni, l’emigrazione o la troika. A Saragozza, i giovani del sindacato spagnolo Ugt (Unione generale dei lavoratori) sono stati i più originali. Ma giovedì, in ben 53 città spagnole, l’antifona era più o meno la stessa: “Stop recortes. Hay que parar las políticas de austeridad” (Stop ai tagli. Bisogna fermare le politiche di austerity). Migliaia di cittadini, convocati dalle più grandi organizzazioni sindacali come Union general de trabajadores (Ugt), Comisiones Obreras (CcOo), Uso e piattaforma sociale Cumbre Social, sono scesi in piazza in vista della manifestazione europea di oggi, indetta a Bruxelles dalla Confederazione Europea (Ces) da circa venti sindacati di dodici Paesi europei.

Striscioni colorati e cartelloni hanno sfilato fino a tarda serata per le strade di tutte le comunità autonome, tranne Paesi Baschi e Catalogna dove sono previste per domenica prossima. Ma è stata a Madrid la manifestazione più numerosa: un lunghissimo corteo tra piazza Cibeles e la Puerta del Sol dietro il cartellone “Contro la riforma del lavoro”. In prima fila c’erano i cassa integrati di Coca Cola, Telemadrid, Airbus e Alsa, mentre i segretari dei sindacati chiedevano a gran voce al premier Mariano Rajoy un referendum sulle politiche adottate dal partito popolare al governo, mai citato nel programma elettorale.

“Un fiasco”, hanno spiegato in poche parole. “Ci vuole un cambio nelle politiche di austerità e il sostegno al piano d’investimenti proposto dalla Ces – obiettivo annuale del 2 per cento del Pil europeo per i prossimi dieci anni – per una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro”. Si tratta di “un piano audace, la cui messa in moto permetterà di creare 11 milioni di posti di lavoro, così come mettere fine ai tagli alla spesa pubblica, aumentare i salari e rafforzare la rete di protezione sociale, soprattutto per le persone che stanno soffrendo di più la crisi”, recitava il manifesto della giornata di protesta. Una delle tante che i cittadini spagnoli, ormai quasi ogni giorno, continuano senza sosta a organizzare contro i tagli e le politiche di austerità. Il portavoce all’Economia del Partito socialista, Valeriano Gómez, ha detto chiaro e tondo che l’Europa sbaglia e ha aggiunto che è questo il principale motivo della “disaffezione dei cittadini alle istituzioni europee”.

Stesse considerazioni anche dai vertici dei sindacati di Pamplona che, ai circa 1400 manifestanti, hanno chiesto di votare, alle prossime elezioni europee, dei candidati progressisti per mettere fine all’austerità. Nel resto della Spagna, le mobilitazioni più numerose sono state in Andalusia: quasi 15 mila cittadini sono scesi in piazza, nelle maggiori città della regione, da Siviglia a Malaga, passando per Granada e Cadice. A Valencia i manifestanti si sono uniti alla mobilitazione mensile in ricordo delle vittime dell’incidente della metropolitana avvenuto nel 2006, che provocò 43 morti e sui cui, recentemente, si sono riaccesi i riflettori in merito alle dinamiche e alle responsabilità finora poco chiare.

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