Strada in salita la per la realizzazione del luogo di culto che la città vorrebbe pronta per Expo 2015, ma su cui, visti i ritardi, in pochi si sentono di scommettere. Secondo Paolo Branca, islamista e referente della Diocesi ambrosiana presso la comunità musulmana meneghina, il vero problema, più che la contrarietà di qualche partito conservatore, sono le divisioni all’interno dell’associazionismo islamico, spaccato in due grandi aree di pensiero: il  Caim (Coordinamento associazioni islamiche milanesi) che non ha mai fatto mistero di essere vicino ai Fratelli musulmani e il Coreis (Comunità religiosa islamica), più laica e appoggiata dalla Diocesi. “In molti hanno avanzato le loro perplessità, non sulla moschea, ma sulla sua gestione futura nel caso fosse vicina alla Fratellanza – Spiega Branca – Circostanza che potrebbe complicare la realizzazione di un luogo aperto a tutti i musulmani oltre che ai milanesi”. L’occasione per fare il punto sul progetto è stato l’incontro tra gli studenti islamici e cattolici nella cappella dell’Università degli Studi di Milano  di Fabio Abati