Trema l’industria dei Bitcoin. Dal web scompare Mt. Gox, una delle maggiori piattaforme di scambio per la valuta virtuale, in seguito alla scoperta di un maxi furto di 744.000 Bitcoin, il 6% dei 12,4 milioni di quelli in circolazione, per un valore di 350 milioni di dollari. La truffa sarebbe stata compiuta da alcuni hacker grazie a una falla nel sistema.

La scomparsa di Mt. Gox, che segue le dimissioni del suo fondatore Mark Karpeles dalla Bitcoin Foundation e la cancellazione di tutti i suoi account twitter, fa crollare il valore della valuta virtuale che scende sotto i 500 dollari per la prima volta da novembre. E’ sicuramente il momento più difficile per i Bitcoin, da quando sono stati inventati nel 2009.

Scatta così la corsa alle rassicurazioni delle altre società attive sul mercato, che prendono le distanze da Mt. Gox, assicurando di aver unito le forze per “lavorare insieme e impegnarsi per il futuro dei Bitcoin e la sicurezza dei clienti”. Mt. Gox “è come MF Global, non è un grande problema per la tecnologia o altri scambi. Il protocollo dei Bitcoin resta invariato e altre piattaforme di scambio stanno facendo bene”, afferma il venture capitalist Marc Andreessen, che ha investito milioni di dollari nei Bitcoin.

La notizia della scomparsa di Mt. Gox, che già nei giorni scorsi aveva sospeso tutte le operazioni per problemi tecnici, arriva mentre Second Market annuncia la creazione di una piattaforma di scambio per la valuta virtuale che potrebbe attirare le grandi banche, finora scettiche sui Bitcoin. Second Market, salita alle cronache alcuni anni fa per aver creato una piattaforma per acquistare e vendere azioni di società prima della loro quotazione, sostiene di aver già avviato contatti con gli istituti di credito e si augura di poter lanciare l’attività in estate.