Prendete un po’ della proverbiale creatività napoletana, aggiungete un pizzico dell’urgenza di trovare nuove idee per sfuggire alle difficoltà della crisi e mescolate il tutto con quello che negli anni è diventato un classico del design italiano con un fascino molto retrò. Shakerate bene e avrete ottenuto un aperitivo, anzi l’APEritivo. È questo infatti il nome di un’originale attività di ristorazione avviata da un giovane chef, Vincenzo Russo, che ha creato una sorta di servizio di “rinfresco itinerante”. Porta le specialità della cucina partenopea direttamente ai clienti a bordo di una fiammante Ape Classic che, una volta giunta a destinazione, si trasforma in un “locale in movimento” in grado di offrire dal semplice brindisi a un completo servizio di catering in occasione di matrimoni (facendosi trovare sul sagrato della chiesa all’uscita dei coniugi appena sposatisi), altre celebrazioni, inaugurazioni di negozi o eventi realizzati ad hoc.

Il risultato? Costi fissi ridotti al minimo e partecipanti agli eventi divertiti e incuriositi dalla novità e dall’indubbio “effetto amarcord” creato dall’Apecar. Un’altra declinazione dello street food che sempre più sta conquistando la penisola. O meglio, il passaggio ulteriore che porta dal “cibo di strada” al “cibo che viene dalla strada”, con un menù all’insegna delle tradizioni locali comprendente ad esempio cicoli e ricotta, tarallo sugna e pepe e trippa. Pietanze accanto alle quali trovano posto creazioni di finger food ed altre specialità concordate con il cliente (con la chicca del gelato prodotto con la spettacolare tecnica che prevede l’utilizzo dell’azoto liquido).

A questo si affiancano un servizio di Personal Chef e la consulenza per l’apertura di attività legate alla ristorazione, per un progetto in cui la molteplicità delle opportunità si fonde con l’essenzialità perché, come scrive Vincenzo Russo sul sito di APEritivo, “il vero lusso secondo me sta nella semplicità. La cucina migliore è quella senza fronzoli, da cui è possibile riconoscere i sapori di quando eravamo bambini. Un po’ come nel finale del film Ratatouille”.

(Foto dal sito: www.aperitivonapoli.it)

di Paolo Scandale

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