C’è una svolta nelle indagini sull’evasione di Domenico Cutrì. Nella notte tra mercoledì e giovedì, tre uomini sono state fermate dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Gallarate (Varese), mentre una quarta persona è stata fermata a Napoli. I quattro – tutti pregiudicati – sono sospettati di aver fatto parte del commando che lunedì ha assaltato il furgone della polizia penitenziaria davanti al tribunale di Gallarate, facendo evadere l’ergastolano.

I tre sono stati fermati nel centro di Cellio – piccolo comune dell’alta Valsesia in provincia di Vercelli – grazie a una segnalazione ai carabinieri. Sono trentenni residenti nell’alto milanese (tra Inveruno e Magenta), alle spalle di uno di loro ci sarebbero pesanti precedenti penali. A carico dei tre uomini i militari hanno raccolto “gravi elementi di colpevolezza”, anche se i fermati – come appreso dalla procura di Busto Arsiszio che non ha rivelato i nomi – hanno respinto qualsiasi addebito. Sono già stati trasferiti nel carcere di Busto. Mentre il quarto uomo fermato a Napoli è stato bloccato dai carabinieri all’uscita del cimitero di Portici (Napoli). Il 31enne –  di origini napoletane che da tempo abitava nel milanese – era da solo e ha detto di essersi recato al cimitero per portare dei fiori sulla tomba del nonno. Le sue origini hanno fatto scattare controlli anche nel Napoletano. Indagini sono in corso per stabilire se qualcuno lo ha ospitato. A fermarlo sono stati i carabinieri del Ros di Napoli e Milano, insieme ai colleghi della compagnia di Torre del Greco.

Durante il blitz di lunedì scorso, Antonino Cutrì, fratello del detenuto, è rimasto ucciso, mentre sono stati feriti due agenti di polizia penitenziaria. Da quattro giorni le forze dell’ordine danno la caccia all’uomo condannato al fine pena mai per aver ordinato, nel 2006, l’omicidio di un ragazzo polacco, colpevole di aver fatto apprezzamenti alla sua ragazza. I carabinieri e i poliziotti di Varese sono convinti che Mimmo Cutrì sia nascosto tra Cuggiono e Inveruno, e la sua fuga sarebbe protetta da amici e familiari. Martedì la madre del malavitoso ha lanciato un appello al figlio: “Mimmo non costituirti, altrimenti tuo fratello sarebbe morto invano“.