Credo che in questo Paese ci sia un problema per tutti. Non è possibile che qui si vada avanti con i processi mediatici, e non coi processi in Tribunale, e quindi senza prove, senza documenti, senza testimoni, senza indagini“. Così l’ex ministro Claudio Scajola esordisce nella sua torrenziale intervista rilasciata in esclusiva a Bruno Vespa, durante “Porta a porta”, su Rai Uno. L’ex deputato del Pdl spiega che la sua vicenda nasce da un trafiletto di verbale della Guardia di Finanza e dal tam tam mediatico su alcuni quotidiani e definisce “monca e zoppa” l’inchiesta, “non confortata da nessun riscontro”: “Oggi il mio difensore ha detto: ‘Ci sono due possibilità, o assolverlo perché non ha commesso il fatto, oppure assolverlo per incapacità di intendere e di volere, perché se ne fosse stato a conoscenza, sarebbe il più cretino sulla faccia della Terra’”. E aggiunge: “Sul tema del perché può esserci stato questo passaggio ulteriore di assegni c’è un grande alone di mistero. Volevano in qualche modo, forse, cercare di accattivarsi la mia amicizia perché in fondo, mi avevano aiutato”. L’ex ministro ringrazia a più riprese Bruno Vespa per aver mandato in onda una intervista da lui rilasciata al giornalista il 4 maggio 2010, undici giorni dopo le sue dimissioni: “A rivedere quelle immagini mi fa piacere che la verità sia la stessa emersa dal processo, credo sia raro, però mi fanno male solo a vederle. Lei che mi intervistava sicuramente faceva il suo dovere di cronista e aveva però anche la sofferenza di capire che era un momento per la Repubblica difficile“. E rincara: “Sono stato riempito di fango. Non è tollerabile che si possa pensare di poter crocifiggere le persone prima che ci sia un processo. Non voglio più sentir parlare di questa casa, girerò alla larga da quel rione, non voglio più parlare di questo processo, però una lezione di vita deve esserci un po’ per tutti. I processi si fanno in Tribunale“. L’ex deputato accusa anche i social: “È un anno e mezzo che non ci sono più in quella casa. È chiusa. Pago ancora il mutuo, pago ancora il condominio, pago ancora il riscaldamento, perché è un sistema centralizzato. Ho da subito cercato di venderla. Qualcuno ha fatto lo spiritoso su Twitter, su Facebook, ma lei crede che con un processo in corso di questo genere e con questo impatto mediatico, l’acquirente venga senza pensieri a comprare la casa?”  di Gisella Ruccia