Continua la protesta a Kiev. I dimostranti antigovernativi hanno occupato il palazzo del ministero delle Politiche agricole, penetrandovi in mattinata senza incontrare alcuna resistenza, dopo avere fatto irruzione negli edifici dei governi regionali in varie province occidentali del Paese, come Leopoli e Rivne. Finora negli scontri, secondo la ong Istituto per l’informazione di massa, sono rimasti feriti almeno 42 reporterci sono stati 5 morti e decine di contusi e 103 arresti. Solo ora dal presidente Viktor Yanukovych arriva una prima apertura: “Ci sarà un rimpasto del governo e un’amnestia e tutti coloro che non hanno commesso crimini gravi saranno amnistiati”. Sulla crisi ucraina è intervenuto anche il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha invitato Yanukovych a porre fine agli spargimenti di sangue in atto. Biden ha inoltre sollecitato il governo ucraino a proteggere le libertà democratiche e a occuparsi delle legittime preoccupazioni dei dimostranti. Ulteriori violenze, ha concluso il vice, avrebbero ripercussioni nelle relazioni fra i due Paesi e Washington sta già valutando la possibilità di sanzioni.

Dopo un incontro con il presidente Viktor Yanukovych, i leader dell’opposizione hanno detto ai dimostranti in piazza di avere ricevuto l’assicurazione che le autorità rilasceranno le decine di dimostranti fermati nei giorni scorsi e che non ci saranno ulteriori arresti. I leader dell’opposizione hanno anche invitato i manifestanti a mantenere la tregua con la polizia, ma sono stati fischiati dai dimostranti che invece vogliono riprendere gli scontri. L’opposizione ucraina, tuttavia, si dice delusa dall’incontro col presidente. Il capogruppo del partito ‘Patria’ di Timoshenko aveva annunciato “forti possibilità di mettere fine al bagno di sangue”, facendo intravedere degli spiragli nella crisi politica che negli ultimi giorni ha portato a violenti scontri nel centro di Kiev, soprattutto visto che nel pomeriggio di giovedì il presidente del parlamento aveva annunciato la convocazione di una seduta straordinaria dell’organo legislativo per discutere le possibili dimissioni del governo e l’abrogazione delle leggi anti-protesta, causa principale dei violenti scontri a Kiev.

Poi, però, il campione del mondo di pugilato e leader di ‘Udar’ Vitali Klitschko ha raffreddato le speranze dei manifestanti affermando che “la sola cosa” che è stata ottenuta dall’incontro “è stata la promessa di liberare tutti i dimostranti” arrestati (75 da domenica secondo la polizia). Yanukovich, infatti, nonostante la convocazione della seduta straordinaria del parlamento, sembra si sia rifiutato di sollevare Mikola Azarov dall’incarico di primo ministro, e l’organo legislativo rimane comunque nelle mani del suo partito delle Regioni. Lo stesso Azarov ieri aveva anche respinto con decisione la possibilità di elezioni presidenziali anticipate, così come chiesto dall’opposizione nel suo ultimatum di 24 ore lanciato mercoledì (“altrimenti passeremo alla controffensiva”).